Il dolore
Buonaventura, il “San Francesco di Lucca” e l’Angelo custode
Le origini del nome della strada che va da Santa Maria Bianca a via Nuova risale all’attività di un laico nel corso del Seicento
LUCCA. L’angelo custode è una delle figure della religione cattolica che tanti bambini hanno imparato a conoscere fin da piccoli. Ma a Lucca è qualcosa di più: il nome della strada che collega piazza Santa Maria Forisportam e via Nuova; ma anche (e forse) soprattutto il nome dell’oratorio dal quale deriva quello della strada stessa.
L’intitolazione non è sempre stata questa. Anticamente, infatti, la strada era indicata con il più prosaico nome di “Fossa nera”, visto che proprio qui scorreva il fossato realizzato a protezione della prima cerchia di mura, quella di epoca romana.
La realizzazione dell’orario risale al diciassettesimo secolo. E questo fornisce anche la spiegazione di perché sia stato dedicato non a un santo, ma all’angelo custode:il Seicento fu infatti il secolo che vede la grande fioritura del culto di questa figura, al punto che fu papa Paolo V, nel 1608 a istituirne la festa, il 6 ottobre.
A volere la realizzazione dell’oratorio fu Bonaventura Guasparini. Una figura particolare, questa: da copialettere per un banco mercantile fu inviato a Firenze, dove si avvicinò alla fede e , da laico, cominciò a raggruppare un bel numero di fedeli per gli esercizi spirituali e le veglie di preghiera. Attività che proseguì anche dopo il ritorno a Lucca. Emulo di San Francesco nel 1612 si spogliò di ogni bene, consegnò al fratello tutti i mobili della casa paterna a eccezione di una croce di legno. La impugnò e uscito di iniziò a girare per Lucca cantando lodi e radunando una grande folla di curiosi e devoti. Cominciò anche a fare scuola per gli analfabeti e a organizzare attività ricreative. Il successo fu enorme, al punto che intorno al 1630 decise fondare una nuova congregazione, posta sotto la protezione dell’Angelo custode. Grazie ad alcune donazioni riuscì ad acquistare alcuni edifici e a far redigere il progetto all’architetto Vincenzo Paoli, con la posa della prima pietra nel 1638 e la conclusione dei lavori l’anno successivo.
Bonaventura morì nel 1659 e fu sepolto nell’oratorio. L’attività andò avanti comunque, puntando molto anche sull’aspetto culturale e musicale.
Nel 1886 l’oratorio e gli edifici attigui furono utilizzati per ospitare la scuola “Matteo Civitali”. All’alba della Prima guerra mondiale, nel 1914, poi, vi venne fondato dal canonico Ferdinando Simonetti il Ricovero degli artigianelli: un luogo che, nello stesso tempo, dava accoglienza ai bambini orfani o abbandonati e insegnava loro un mestiere per affrontare la vita.
Nell’ultimo scorcio del XX secolo l’oratorio passò all’Istituto musicale diocesano e oggi è in corso un altro passaggio fondamentale, con gli importanti lavori di recupero e ristrutturazione curati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. —
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