Il Tirreno

Lucca

Statistiche istat 

Matrimoni in calo, single ok Divorzi triplicati in 16 anni

Gianni Parrini

Il confronto tra il 2002 e il 2018 fotografa novità nella vita di coppia dei lucchesi La fascia di età più a rischio per la tenuta del sacro vincolo è quella tra 45 e 54 anni

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LUCCA

Nel 2002 il mondo era diverso: fu quello l’anno del debutto dell’euro e dell’addio alla lira. I telefoni cellulari esistevano ma non erano diffusi come adesso e soprattutto facevano giusto un paio di cose: messaggi e telefonate. Gli Stati Uniti, scioccati dagli attentati dell’11 settembre, davano la caccia a Bin Laden mentre il governo di Buenos Aires annunciava il default per dei bond argentini. La Juve vinceva già gli scudetti (era il 26ª e all’epoca non si discute va sul numero) e la Ferrari faceva incetta di successi con Schumacher. In Italia governava Berlusconi, mentre il 16enne di Maio andava ancora al liceo. Salvini? Non pervenuto.

L’Italia e il mondo giravano diversamente, ma a ben guardare neppure troppo. Una cosa è certa: a Lucca (e in Italia in generale) in quegli anni ci si sposava di più, essere single non era motivo di vanto e i divorzi erano spiacevoli contrattempi da evitare. Insomma, le vicende sentimentali dei lucchesi avevano sbocchi diversi da quelli attuali: più chiese e meno avvocati. Lo rivelano i dati dell’Istat del 2018, messi a confronto con la fotografia che l’istituto nazionale di statistica scattava ben 16 anni addietro, nel 2002.

La prima cosa da notare è che in questo lasso di tempo la popolazione lucchese è aumentata, passando da 372.358 a 389.295 residenti, quasi 17mila in più. A fronte di questo dato è interessante sottolineare come al contrario il numero delle persone sposate sia nettamente calato: le coppie che si sono scambiate gli anelli pronunciato il fatidico sì all’epoca erano 197.209 mentre ora sono 184.801, ovvero ben 12.408 in meno. In termini percentuali questo significa che gli uniti in matrimonio non sono più maggioranza. All’epoca il 52% dei residenti in Lucchesia risultavano coniugati (mettendo tra la popolazione anche i bambini), ora gli “sposati” sono minoranza col 47%. Andando più nello specifico si scopre che nel 2018, nella fascia di età compresa tra 25 e 34 anni, l’82,6% degli uomini lucchesi sono celibi mentre tra le donne la percentuale delle nubili è del 67,8%. I coniugati rappresentano appena il 16,8% tra i maschi e il 30,9% tra le femmine in quella fascia di età.

Anche sui divorzi ci sono un bel po’ di novità: dal confronto 2002-2018 emerge che divorziati sono quasi triplicati sia tra gli uomini che tra le donne. Nell’anno dell’euro gli uomini che avevano posto fine al matrimonio erano solo 2.331 mentre oggi sono 6.502. Idem per le signore: 3.383 allora, quasi 9.000 oggi. In totale oggi i divorziati rappresentano oltre il 4% della popolazione mentre all’epoca erano l’1,5%. Le statistiche ci dicono anche altre cose. Ad esempio che l’intervallo anagrafico più a rischio per la tenuta di un matrimonio è quello compreso tra i 45 e i 54 anni, sia per lei che per lui. In questa fascia di età gli uomini separati sono il 7,4% del totale mentre le donne sfiorano il 10%. Quella fra 45 e 54 anni è anche la decade in cui si concentra la maggior parte della popolazione (il 14% del totale). Per quanto riguarda i vedovi e le vedove c’è da segnalare che rispetto al 2002 il confronto di genere resta fortemente sbilanciato ma gli uomini stanno tentando di colmare il gap. In pratica, il numero delle vedove negli ultimi 16 anni è diminuito di oltre 2.000 unità mentre quello dei vedovi è leggermente aumentato (+255). —





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