Sicurezza
Fatale il trauma cranico Così è morto Sebastian Keane
Eseguita l’autopsia a Pisa, ora serviranno dai due ai tre mesi per i risultati Per la procura non ci sono comunque misteri, la salma restituita alla famiglia
BARGA
Dai 60 ai 90 giorni per avere una relazione che metta nero su bianco le cause della morte di Sebastian Keane.
È il tempo che si è preso il professor Luigi Papi dopo aver svolto ieri mattina l’autopsia sul corpo del 25 enne deceduto intorno alle 2,30 di giovedì mattina dopo la caduta dalle spallette dell’Arno all’altezza del ponte di Solferino. Un incarico affidato dal magistrato Aldo Mantovani per chiudere con il passaggio tecnico dell’esame autoptico la disgrazia in cui a perdere la vita è stato un giovane di 25 anni, originario di Barga e notissimo nella cittadina della Valle del Serchio anche per essere figlio di Keane, celebre artista che da quelle parti si è trasferito ormai da oltre trent’anni.
Non ci sono indagati, né la Procura ritiene che ci siano misteri o aspetti poco chiari da dover chiarire su dinamica e rispetto dell’ordinanza che vieta di sedersi sulle spallette.
Il medico del 118 intervenuto sulla banchina dell’Arno dopo l’allarme lanciato da alcuni passati ha constatato la morte di Sebastian. Le lesioni alla testa sono state fatali. Il trauma cranico provocato dall’impatto con il cemento non ha lasciato al giovane alcuna speranza di sopravvivere. L’arrivo dei soccorsi è stato fisiologico all’ora in cui il giovane è apparso come una sagoma immobile. Erano le 2,30 di giovedì mattina.
Qualche minuto di agonia e poi il decesso per le lesioni cerebrali. La salma sarà restituita ai familiari. Nessun funerale. Una cremazione e un rito laico per pochi intimi per l’ultimo saluto a Sebastian. —
P.B.
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