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Pirogassificatore, la Libellula si scaglia contro Amadei

Nicola Bellanova
Pirogassificatore, la Libellula si scaglia contro Amadei

Lo scontro nasce da alcune affermazioni del sindaco di Coreglia sulla sua amarezza per «l’imbarbarimento progressivo del dibattito»

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Era inevitabile a tutti che le dichiarazioni sul pirorigassificatore da parte del sindaco Valerio Amadei, primo cittadino di Coreglia, scatenassero reazioni da parte del "fronte del no". E così, il comitato La Libellula, in maniera pacata ma ferma, rimanda le accuse al mittente: «Amadei ha recentemente dichiarato di sentirsi amareggiato per il “progressivo imbarbarimento” del dibattito che si sta sviluppando attorno alla questione del gassificatore di Kme; speriamo che le sue lamentele si rivolgano agli articoli nei quali qualcuno insultava sia il suo collega di Barga, Marco Bonini, sia i sottoscritti, accusandoci di difendere non si sa quali imprecisati interessi - affermano -. Ma se invece le accuse di “alzare barricate ideologiche” o di fare “propaganda urlata” fossero rivolte al nostro movimento, specie dopo aver invitato i sindaci a prendere una chiara posizione sulla questione, le rimandiamo immediatamente al mittente». E lo dicono a chiare lettere: «La Libellula non ha mai alzato barriere ideologiche, ma ha sempre assunto posizioni basate sui dati e sull’evidenza scientifica e il nostro invito è rivolto ai sindaci in quanto, per legge, responsabili della salute dei rispettivi cittadini; continuare a ripararsi dietro all’attesa della presentazione ufficiale del progetto non è più sostenibile, il progetto è stato presentato di fatto il 6 agosto e soprattutto è emersa, chiara, la volontà di bypassare qualsivoglia istituzione locale, per cui cos’altro dovremmo aspettare? Che sulle loro carte scrivano che il gassificatore non emetterà inquinanti? No, i responsabili della salute devono esprimersi qui e ora».

C'è diffidenza tra comitato e alcuni amministratori, e si vede: «Se Amadei si fida dei famosi “limiti di legge” che la Regione dovrà controllare, sappia che questi nulla hanno a che fare con la tutela della salute: abbiamo più volte mostrato ai nostri incontri che i suddetti limiti non riguardano la salute, ma hanno natura tecnico-economica, ovvero sono riferiti alle migliori tecnologie disponibili a costi sostenibili per l’azienda». —

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