La protesta
La locanda del Principato compie 211 anni di attività
Nel 2004 la Bottega Laurenzi di Coreglia è stata acquistata da Andrea Rossi che fa l’ingegnere ed è di Ponte a Serraglio. È ancora bar e luogo di ritrovo
COREGLIA
Serviva il Principato Lucchese di Paolina Bonaparte Baciocchi l'appalto di tabacchi - da tutti conosciuto come Bottega Laurenzi, allo stato attuale bar e negozio che oggi, sabato 15 settembre, festeggia la bellezza di 211 anni di attività.
Ma c'è un'altra particolarità, oltre alla longevità del locale, gestito fino al 2004 dalla stessa famiglia, che rende davvero singolare la storia di questa " bottega" di Pian di Coreglia.
A gestirla oggi, trasformata in un bar negozio che vende anche accessori e oggetti vari è infatti un ingegnere civile di Ponte a Serraglio: si chiama Andrea Rossi e ha 48 anni.
Un personaggio dal " multiforme ingegno", visto che non solo gestisce il bar ma continua a fare la libera professione, a portare avanti l'impresa edile di famiglia (Tecno Edil) e a occuparsi anche della casa vacanza Villa Michaelis de Matrice a Bagni di Lucca.
La locanda - bar - negozio si trova in via Nazionale al civico 56 a Piano di Coreglia.
Ebbe la concessione come appaltino del Principato il 15 settembre 1807.
La licenza fu concessa a Cherubino Laurenzi il quale per contratto doveva garantire di non modificare i generi acquistati dal magazzino del Principato, di affiggere le tariffe e di non variarle e di registrare la merce acquistata e vendita.
L' attività è rimasta nelle mani della stessa famiglia fino al 2004, quindi per qualcosa come centonovantasette anni, quando un altro Cherubino Laurenzi (discendente del primo concessionario) la cedette all'ingegner Rossi di Fornaci.
Con il passare del tempo l'appaltino era diventato locanda, ristorante, bar, e infine anche negozio.
Si dice che tra i personaggi che lo frequentavano ci fosse anche il poeta Giovanni Pascoli che risiedeva nella vicina Castelvecchio.
«Ho rilevato il locale pensando inizialmente di darlo in affitto - spiega l’ingegner Rossi -. Cherubino Laurenzi e il fratello non avevano eredi e io presi volentieri la proprietà», racconta ancora.
«La crisi economica dei primi anni Duemila - prosegue - rese però problematico trovare gestori in una zona, come questa, in cui in poco tempo si sono persi qualcosa come cinquecento posti di lavoro. Una situazione che mi ha di fatto obbligato a portare avanti in prima persona il bar negozio che oggi si chiama Tuttobar».
Quella locanda, che un tempo fungeva soprattutto da punto di ristoro per i viandanti e chi doveva intraprendere il viaggio tra la valle del Serchio e Lucca, oggi è un luogo di ritrovo e socializzazione che, in questo periodo, accoglie anche tanti cercatori di funghi che si presentano fin dall"alba per fare colazione prima di addentrarsi nei boschi. —
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