Proteste
Condannato amministratore per bancarotta documentale
Un anno e quattro mesi con rito abbreviato al responsabile della Think Thank società che commercializzava al dettaglio casalinghi fallita tre anni e mezzo fa
LUCCA
Il 24 febbraio 2015 il tribunale fallimentare presieduto da Giulio Giuntoli dichiarò il fallimento della ditta «Think Tank srl» in via Giuseppe Mazzini a pochi metri dalla Mura e proprio accanto alla farmacia comunale. Una società a responsabilità limitata che aveva per oggetto sociale il commercio al dettaglio di casalinghi, mobili e altro materiale. Il giudice delegato Giacomo Lucente aveva nominato curatore fallimentare il commercialista Filippo Lucchesi che prese visione dei bilanci e dei libri e delle scritture contabili e fiscali con fissazione l’8 settembre 2015 dell’esame dello stato passivo.
I REATI EMERSI
Ma si dall’inizio il commercialista si accorse dei problemi connessi con la tenuta delle scritture contabili. Mancavano del tutto o in parte o comunque non era possibile ricostruire la contabilità dell’azienda. Non solo. Sarebbero emersi ammanchi per un importo considerevole, sicuramente superiore ai centomila euro, anche se di difficile quantificazione proprio per l’assenza di libri contabili tenuti ad hoc. Stante la situazione il curatore inviò la relazione al giudice che a sua volta mandò gli atti in procura. Il pubblico ministero Piero Alessandro Capizzoto ha quindi chiesto il rinvio a giudizio, con l’accusa di bancarotta fraudolenta documentale, i lucchesi Simone e Giovanni Pierallini, rispettivamente amministatore legale e responsabile della «Think Tank srl». Ieri mattina davanti al giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci, Simone Pierallini è stato condannato con rito abbreviato (sconto di un terzo della pena) a un anno e 4 mesi di reclusione e, come pena accessoria, all’interdizione decennale all’esercizio dell’attività commerciale. Giovanni Pierallini verrà giudicato in separata sede. —
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