Attenzione
Carrara, caos certificazione Studenti pronti a protestare
Mancano i documenti che attestino la completa sicurezza dell’edificio scolastico Il rappresentante degli studenti: «Senza garanzie staremo fuori dai cancelli»
LUCCA
Lunedì gli studenti del Carrara rischiano di non passare il primo giorno di scuola nelle aule, ma di fronte ai cancelli dell’istituto. Il motivo? Un foglio. Anzi, “il” foglio. Ovvero la certificazione di agibilità dell’edificio scolastico, che comprende anche la certificazione antincendio e quella per ciò che riguarda il rischio sismico.
Nessuno degli enti preposti, per il momento, ha dichiarato sicuro il Carrara. Questo, in sintesi, è ciò che spiega Dario Baldassarri, presidente del coordinamento regionale delle consulte provinciali degli studenti. «Il preside Cesare Lazzari ci ha assicurato che lunedì mattina ci sarà tutta la documentazione. Noi lunedì saremo qui e se non vedremo la certificazione organizzeremo un sit-in di fronte ai cancelli d’ingresso».
La polemica s’infiamma, mentre gli operai della Provincia stanno finendo di sistemare i moduli prefabbricati nel cortile della scuola, che accoglieranno una parte degli studenti del Civitali. Gli altri verranno ospitati all’interno delle aule del Carrara, ristrutturate di recente.
I ragazzi del Paladini, invece, faranno doppio turno mattutino all’interno dell’ex centro trasfusionale, nella zona di Campo di Marte. L’ex convento San Nicolao, sede originale del Civitali e del Paladini, è stato chiuso nel giugno scorso poiché necessita di alcuni interventi strutturali. Il Carrara, quindi, accoglie altri studenti, ma non ha i documenti che ne attestano la completa agibilità.
Questo è quanto emerge dalle parole di Baldassarri che, ieri mattina, ha incontrato il preside Lazzari insieme alla vicepresidente del coordinamento delle consulte, Anna Cirillo, un loro collaboratore, Antonino Madonia e i rappresentati degli studenti del Carrara, Tommaso Nievi e Nicola Lena.
«Il preside dice che ha chiesto la certificazione nel febbraio scorso, ma ancora non gli è stata data dalla Provincia. Questa documentazione non si riesce a vedere. Le cose sono due - prosegue Baldassarri - o non esiste la certificazione, e questo sarebbe gravissimo, oppure viene negata al preside la possibilità di consultarla. Un normale cittadino può richiederla facendo un semplice accesso agli atti, e in trenta giorni la Provincia ha l’obbligo per legge di fargliela vedere. Mi chiedo come mai il preside non si sia rivolto alla procura denunciando il grave ritardo della Provincia».
La lotta degli studenti è destinata ad andare avanti. Almeno fino a che non spunterà “il” foglio. «Noi non siamo contro le istituzioni - dice ancora Baldassarri - ma non capiamo perché tutti devono sempre nascondersi dietro alle bugie. Credo negli amministratori che hanno senso di responsabilità e si schierano dalla parte dei cittadini. Che gli venga detto, ai genitori, che la scuola non ha la certificazione. Devono essere loro a decidere consapevolmente se mandare i figli a lezione, nonostante tutto. Chiediamo chiarezza e trasparenza, nulla di più». —
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