Il Tirreno

Lucca

ultimato il restauro 

La Cattedrale restituita alla città di Lucca Il nuovo progetto è un museo del duomo

Barbara Antoni

Nel 2020 saranno 950 anni dalla dedicazione di San Martino: l’idea è di realizzarlo nella chiesa maggiore, sopra l’ingresso  

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA

Splende nella sua millenaria bellezza la cattedrale di San Martino, una bellezza che commuove. Ancora di più dopo un restauro durato ventitrè anni, a cui hanno collaborato «tante intelligenze e tanti cuori, tante persone appassionate», per dirla con le parole del vescovo Italo Castellani. Più che inaugurare il restauro, ieri - giorno della solenne processione in cui la facciata dell’edificio è stata “restituita” alla città dopo un recupero capillare e sapiente - è stato quasi come celebrarlo: sotto il porticato della chiesa maggiore di Lucca si sono riunite autorità di ieri (come l’ex prefetto di Roma Francesco Paolo Tronca, già prefetto di Lucca nel 2003, e l’allora sindaco Pietro Fazzi) e di oggi: dal vescovo Castellani al sindaco Alessandro Tambellini, dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Marcello Bertocchini (alla guida dell’ente che dal 2005 ha contribuito al restauro con fondi per 9 milioni) al prefetto Maria Laura Simonetti.

L’ultima fase del restauro, negli ultimi quattro anni e mezzo, ha interessato il tempietto del Volto Santo, il transetto, la navata destra, la facciata: un intervento da 2,7 milioni (progetto di Momus Architetti, diretto dall’architetto Paolo Bertoncini Sabatini; impresa esecutrice Nannini costruzioni srl), di cui settecentomila euro dalle casse dell’ente cattedrale, proventi della bigliettazione.

Ma il recupero della cattedrale, che custodisce il tesoro inestimabile del Volto Santo e le spoglie di Ilaria del Carretto, nel mirabile monumento funebre di Jacopo della Quercia, non finirà qui. Nel 2020, anticipa monsignor Mauro Lucchesi, rettore della chiesa maggiore di Lucca, «ricorreranno i 950 anni dalla dedicazione (destinazione al culto, ndr) di San Martino. E noi dobbiamo prepararci». Il progetto è quello di ricavare, nello spazio al momento vuoto (o usato come magazzino) in alto all’interno, sopra l’ingresso della cattedrale, un museo della storia del duomo. Un museo piccolo, contenente solo reperti della cattedrale: vi si accederebbe dal campanile della chiesa; eventualmente con un piccolo ascensore interno se la sua realizzazione sarà autorizzata dalla Soprintendenza. «Un progetto che richiede fondi per settecentomila euro», spiega ancora monsignor Lucchesi.

Davanti alla facciata «dal traumatico effetto di nuovo», come l’ha definita il professor Luigi Ficacci, due volte soprintendente di Lucca (fino al 20 agosto scorso) e oggi direttore dell’Istituto centrale del restauro a Roma, si è sprigionato un clima di comunità, di riunione. «La città è contentissima di questa restituzione - ha detto il sindaco -. Nella cattedrale si ritrovano i fondamenti etici di Lucca». La cattedrale di San Martino è stata oggetto di un restauro tanto perfetto da fare scuola. Ficacci ha infatti annunciato che questa opera, che ha seguito in prima persona, la porterà con sé nel nuovo incarico: «La cattedrale entrerà sotto la capacità di analisi e riflessione dell’Istituto del restauro, e quindi nel gruppo delle grandi cattedrali europee». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa