Il Tirreno

Lucca

Addio Sebastian, angelo silenzioso Il risveglio di Barga nello sconcerto

Tommaso Silvi
Addio Sebastian, angelo silenzioso Il risveglio di Barga nello sconcerto

Il figlio del pittore e fotografo Keane ricordato di chi lo ha visto nei vicoli della parte antica fin da quando era bambino

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«Si, è tutto vero. L’ho saputo da poco, me ne sono accorto appena sono uscito di casa che era successo qualcosa di grave, in paese c’è un silenzio surreale».

Riccardo Orsucci è sulla soglia del suo ristorante, in un vicolo di Barga vecchia. Sta parlando al cellulare con un conoscente. Le sue parole sono lo specchio di una mattinata carica di sconcerto e sofferenza. Dalle prime ore del giorno la notizia della scomparsa di Sebastian Keane, deceduto in seguito alla caduta, nella notte tra ieri e mercoledì, dalle spallette dell’Arno, a Pisa, figlio del pittore e fotografo Keane, così chiamato poiché non ha nome, ha cominciato a fare il giro delle attività del piccolo borgo. Dentro alle botteghe, fuori dalle abitazioni, per strada. Ovunque la gente commenta la tragedia. Sottovoce, quasi per rispetto verso quella famiglia di stampo irlanese, anche se la compagna di Keane è italiana, ormai parte integrante della comunità.

«Il padre di Sebastian - dice ancora Orsucci, titolare del “Giro di Boa” - è una persona stupenda, ha fatto moltissimo per il paese. Ha ornato vicoli, partecipato e organizzato molte iniziative. Gli vogliamo bene, è uno di noi».

La casa di Keane è proprio nel cuore del centro antico, quello fatto di pietra, impermeabile allo scorrere del tempo, colorato e animato dai turisti. Dalla finestra si vede la sala da pranzo. C’è la luce accesa, simbolo di una notte maledetta, conclusa con la fuga improvvisa verso Pisa. Con la speranza di poter vedere di nuovo gli occhi azzurri di Seba. Così era soprannominato suo figlio. «Non lo conoscevo bene, ma qualche volta l’ho visto. Sembrava un bravo ragazzo, silenzioso, mi dispiace che sia andata a finire così».

Anish, chef cingalese, sta apparecchiando i tavoli dell’Osteria dei Sapori. «Non lo vedevamo spesso in paese, ma non hai mai dato alcun problema. Era riservato - continua - ma assolutamente educato».

Barga. Terra di artisti. Anche stranieri. Oltre a Keane, pittore e fotografo, la parte vecchia del paese è divenuta musa ispiratrice del pittore polacco Swietlan Kraczyna, che qui ha la sua esposizione, ma che, finita l’estate, si trasferisce a Firenze. Nei prossimi giorni tornerò a Barga per abbracciare l’amico Keane e per stare vicino a lui in questo momento drammatico - dice l’artista - che ha segnato anche me. Il dolore è davvero tanto, non riesco a crederci».

Una comunità stretta attorno a una famiglia. Quella di Sebastian. Quella di Keane e della sua compagna. «Non è possibile morire così, che disgrazia», dice un uomo seduto al tavolino di un bar, mentre tiene lo sguardo fisso sul bicchiere di birra che rigira tra le mani. Risveglio drammatico per Barga. Un giorno pesante. «Questo fatto sconvolge tutti e lascia senza parole. I Keane sono gente squisita, conosco molto bene il padre e conoscevo anche il figlio, seppur non lo vedessi con regolarità. È il momento della tristezza - spiega il sindaco di Barga, Marco Bonini - del rispetto e del cordoglio, siamo sconvolti». —



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