Il dolore
Stalker finisce nei guai per maltrattamenti e minacce all’amante
Atteggiamenti prevaricatori con messaggi su WhatsApp, schiaffi in un luogo pubblico e foto dell’impiegata con i lividi inchioderebbero il cinquantenne
LUCCA
Un rapporto tormentato che lascia i segni sul corpo e nell’anima di una quarantenne impiegata originaria della Piana. A procurarglieli un insospettabile cinquantenne apparentemente colto e raffinato e di un ceto sociale decisamente più elevato. Con quell’uomo - sposato e con figli - aveva intrecciato una relazione durata poco più di un anno. Una relazione di cui non era a conoscenza la consorte del cinquantenne. All’inizio della storia tutto bene. Ma poi, con il passare delle settimane e dei mesi, viene fuori il carattere possessivo e prevaricatore dell’uomo. Dapprima con sms e messaggi WhatsApp recanti offese, anche pesanti, per futili motivi legati semplicemente al modo di vestire o al comportamento tenuto. Dagli insulti registrati sul telefonino, in breve tempo quel signore distinto si sarebbe trasformato in una sorta di aguzzino capace di provare piacere nel disprezzo per quella donna che di fatto era la sua amante, continuava a frequentare e di cui era gelosissimo.
Tra gli atti depositati al giudice delle indagini preliminari ci sono le immagini tratte da Fb dell’impiegata che mostra i lividi che il suo compagno le aveva procurato dopo un violento litigio. Ma ci sarebbe altro. Durante la relazione - che è proseguita per tutto il 2016 - la coppia mentre si trovava in Versilia è stata notata da una pattuglia dei carabinieri in servizio nella zona. Proprio mentre transitavano i militari, al culmine di un litigio il cinquantenne avrebbe afferrato per i capelli la compagna, più giovane di lui di oltre 10 anni, iniziando a malmenarla e fermandosi soltanto all’arrivo delle forze dell’ordine. In questa circostanza, ma anche in altre, l’impiegata si è fatta medicarre al pronto soccorso dell’ospedale e i referti medici sono agli atti del processo. In un’altra circostanza - in un ristorante - lei si è fermata a parlare con un amico, un ex poliziotto, chinandosi ad accarezzare il suo cagnolino. Quel gesto affettuoso avrebbe mandato su tutte le furie il compagno che, di fronte ai commensali del locale, ha iniziato a imprecare e inveire nei confronti della giovane donna nell’imbarazzo generale.
L’udienza con richiesta di rito abbreviato si è tenuta di fronte al gup Giuseppe Pezzuti che ha rinviato il processo al 9 gennaio per consentire alle parti, nel caso lo ritengano opportuno, una conciliazione anche sul piano risarcitorio. L’imputato, presente in aula in compagnia della moglie che lo ha perdonato, si è difeso sostenuto che, in seguito a quella denuncia penale, ha perduto 11 chili e non riesce più a svolgere la sua attività professionale. Si è difeso dalle accuse sostenendo che i suoi comportamenti pesanti erano frutto del suo carattere scherzoso che la giovane donna conosceva bene. Anche lei dalla relazione è uscita con le ossa rotte, costretta ad effettuare terapie per curare disturbi della psiche. —
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