Il Tirreno

Lucca

in borgo giannotti 

Uno spazio dove riaccendere la speranza

Luigi Spinosi
Uno spazio dove riaccendere la speranza

A Palazzo Micheletti creato un ambiente per dare serenità alle donne vittime di violenza e ai bambini in situazioni difficili

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LUCCA

Il gesto d’amore comincia a produrre i suoi frutti. Ieri mattina, completati i lavori di allestimento, sono state aperte le porte della “Casa di Pina”, come è stato ribattezzato ufficiosamente il palazzo di via Borgo Giannotti.

La “Pina” di quel nome in realtà si chiama Giuseppina Micheletti, ed è la proprietaria dell’immobile (Palazzo Micheletti appunto) che circa un anno fa ha donato alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Una donazione vincolata: quell’immobile doveva essere destinato a scopi sociali. L’edificio si sviluppa su tre piani (più un seminterrato, una rimessa e uno spiazzo recintato alle spalle) per una superficie complessiva di 970 metri quadrati, ed è stato interamente donato alla Fondazione, riservandosi il diritto all’usufrutto vita natural durante. Però, all’interno del complesso, il primo piano dello stabile (la signora Micheletti utilizza per sè l’ultimo piano dell’edificio), si è reso subito disponibile, e dopo un lavoro di alcuni mesi a cura del settore tecnico della Fondazione, guidato da Franco Mungai, e del geometra Andrea Guazzelli, vi sono stati ricavati gli spazi da destinare alle attività di due associazioni, profondamente impegnate nel sociale: “La Luna”, che da 19 anni è in prima linea nella tutela delle donne dalla violenza, e l’istituto “Carlo del Prete”, che tra le sue missioni principali ha quella di prendersi cura dei bambini che vivono situazioni di disagio familiare.

Visibilmente commossa Giuseppina Micheletti, che, come ha ricordato, proprio in quest’appartamento è nata. E lei, che dovrebbe essere ringraziata dall’intera comunità per il suo gesto, ha invece ringraziato tutti coloro che hanno contributo a questo progetto, chiudendo con un auspicio: «Auguro alle donne e ai bambini che frequenteranno queste stanze di trovarvi serenità e felicità». Per la Fondazione presenti, oltre a Mungai, anche il presidente Marcello Bertocchini e la sua vice Lucia Corrieri Puliti. Bertocchini da parte sua ha evidenziato l’unicità, nel suo genere, del gesto della signora Micheletti, un gesto che – questo è l’auspicio – potrebbe fare scuola. Riferendosi alle polemiche, sviluppate soprattutto sui social (dove chiunque dice la sua spesso senza nemmeno sapere di cosa sta parlando), Bertocchini ha proseguito: «Non ha donato l’edificio a una banca, come è stato detto da qualcuno, ma a una Fondazione, che è un qualcosa di completamente diverso. Non smetterò mai di ringraziare la signora Micheletti».

E questa donazione si concretizza adesso in due bellissimi progetti, illustrati dalle presidentesse de La Luna Daniela Caselli e dell’istituto Del Prete Nelita Lilli Begliuomini: un centro per la socializzazione delle donne che fuggono dalla violenza, e dove potranno anche imparare un’attività (nel laboratorio di sartoria qui allestito); e un centro diurno dove regalare ore di serenità ai bambini che vivono in contesti difficili. —

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