Proteste
Moratoria, ok finale tra le polemiche
Le civiche di centrodestra e Bindocci: arriva troppo tardi Esulta Confcommercio: «Ma non siamo corporativi»
LUCCA
Con l’ok del consiglio comunale è stata definitivamente approvata la moratoria sull’apertura di nuovi ristoranti, ber, gelaterie in centro storico.
Un passaggio nel quale non sono mancate le critiche. «Abbiamo votato a favore, anche se riteniamo che sia troppo tardi e i buoi ormai siano scappati dalla stalla, a causa dell'incapacità dell'amministrazione Tambellini», scrivono i consiglieri comunali di SìAmo Lucca e Lucca in movimento. dal gennaio del 2016 ad oggi, all'interno delle Mura, hanno aperto oltre 70 attività di somministrazione o del settore alimentare fra gelaterie, bar, ristoranti, minimarket, focaccerie o roba simile. Un dato pazzesco, che purtroppo ha fatto guadagnare alla città dei soprannomi poco edificanti: c'è chi lo chiama la mangiatoia, chi lo chiama mensa a cielo aperto, chi ristorantificio».
Per Massimiliano Bindocci (Movimento 5 stelle), il provvedimento è «tardivo, inutile, di dubbia legittimità merito perché contrasta con delle direttive comunitarie e perché non sono stati ascoltati sindacati e associazioni dei consumatori, e discriminatorio perché esclude altre categorie merceologiche ed i locali fuori dal centro storico. Comprendiamo che il mercato vada guidato e regolamentato, ma promuovendo la qualità e con il rispetto delle regole, non alterandolo dispensando zone franche o privilegi. L’assenza dell’assessore al Turismo dimostra l’assoluta schizofrenia del provvedimento».
Per Confcommercio, è invece «un passo in avanti fondamentale e decisivo per la tutela e il rilancio del centro storico. Si è concluso un lungo iter burocratico che ha visto da subito Confcommercio in prima linea, convinta sostenitrice di un provvedimento mirato a fermare il fenomeno delle aperture incontrollate di attività alimentari all’interno delle Mura, che tanti danni hanno creato e creano all’immagine, al decoro e all’arredo della città.
«Lo abbiamo detto e ribadito più volte: la nostra non è mai stata una battaglia corporativa a difesa delle attività già esistenti, ma prima di tutto una lotta per preservare il decoro e la tipicità di un centro storico unico al mondo, anche consapevoli del fatto che l’offerta nel settore fosse ormai nettamente superiore alla domanda». —
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