Gioco
In mostra a porta San Pietro l’arte dei nostri gelatieri
Testo, documenti e fotografie su un aspetto poco noto dell’emigrazione che ha però ha contribuito a renderci famosi all’estero
LUCCA
Non solo la cerimonia clou del cinquantesimo, in programma il 15 settembre con la premiazione dei concittadini esteri. Il calendario degli eventi dell'associazione Lucchesi nel mondo entra nel vivo proprio oggi (sabato 8 settembre) con l'inaugurazione della mostra dedicata ai gelatieri.
Allestita nel castello di Porta San Pietro, sede del sodalizio, l'esposizione apre alle 18 e sarà visitabile fino al 28 ottobre. Testi, documenti e fotografie fanno luce su uno spaccato dell'emigrazione lucchese di cui poco si è parlato ma che ha reso famoso il territorio all'estero. Quella dei gelatieri è stata una sorta di emigrazione derivata, che si è sviluppata più tardi rispetto alle prime ed è nata dall'ingegno e dallo spirito d'iniziativa degli emigranti “pionieri”. Furono infatti i figurinai lucchesi, insieme con i bellunesi, a ideare il lavoro stagionale di gelatai: un modo per guadagnare qualche soldo in più e darsi da fare nella bella stagione, quando la richiesta di statuine si faceva minore. Così veneti e lucchesi cominciarono a fare il gelato: attività che divenne molto fiorente e tuttora è molto diffusa.
A testimoniare questa emigrazione viva e pulsante, fatta non solo di ricordi, è la mostra che Bruno Micheletti ha curato con la collaborazione di Silvano Tofani, già gelatiere in Amsterdam, e con l'apporto di molti contributi da parte di emigranti o ex emigranti, oltreché di alcuni documenti messi a disposizione dalla Fondazione Paolo Cresci. In occasione dell'apertura sarà poi scoperta la targa in memoria di Valerio Cecchetti, tra i fondatori dei Lucchesi nel mondo e loro “anima”, scomparso nel 2013. —
P.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
