Il Tirreno

Lucca

DEGRADO  

Il vagone merci è una discarica a cielo aperto

NICOLA BELLANOVA

Vicino allo scalo merci c’è una carrozza abbandonata Dentro regna il degrado tra sporcizia e lasciti di abiti Avvistate presenze sospette

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LUCCA

Una discarica a cielo aperto, una potenziale bomba ambientale, e soprattutto una cartolina dell'orrore sbattuta quotidianamente in faccia ai tanti pendolari e turisti in partenza e in arrivo in direzione Garfagnana o Firenze. A segnalare la situazione è Francesca De Martin. In stazione, a Lucca, a pochi passi dallo scalo merci, c'è da mesi un vagone completamente in disuso, adibito a discarica e, forse, ricovero temporaneo di senzatetto o, peggio, sbandati. Al locale si accede facilmente, visto che si trova praticamente accanto al binario 1 tronco Est, da dove partono i convogli diretti in Valle del Serchio e a Firenze: si può andare attraversando la piattaforma laddove inizia il muretto che delimita l'area, oppure passando dall'ex scalo merci.

Lo spettacolo è osceno: legni consumati e spesso bruciati, rifiuti dentro e fuori il vagone, lasciti di abbigliamento usato e, con ogni probabilità, una permanenza di persone continua.

Non sono state avvistate siringhe o residui di stupefacenti, ma il quadro non cambia. Sistemato ai margini della stazione e delle piattaforme più trafficate, il pezzo del convoglio è facilmente visibile agli occhi del viaggiatore, ma soprattutto alcuni cittadini hanno registrato, specialmente nelle ore serali quando la stazione è incustodita e gli uffici della Polfer sono chiusi, un viavai di gente e disperati di ogni tipo.

Non è un bel biglietto da visita per la città che, tra poche settimane, sarà invasa dall'esercito di appassionati dei Comics, ma anche per i tanti turisti che, a pochi passi dai convogli, sono a contatto con questa realtà fatta di degrado.

L'area è di pertinenza di Rfi e il Comune ha il diritto di uso che scadrà tra qualche anno. Nei meandri della burocrazia, sarebbe il caso che qualcuno prendesse in mano la situazione, per evitare che quel romantico relitto di un vecchio vagone diventi un pericolo per la collettività. —

NICOLA BELLANOVA

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