Sicurezza
Paladini-Civitali, i sindacati bussano a Menesini
Le Rsu di tutti gli istituti coinvolti chiedono un incontro al presidente della Provincia, dopo un appello rimasto inascoltato
LUCCA
Tornano alla carica, le organizzazioni sindacali dei docenti del Carrara-Nottolini-Busdraghi e del Machiavelli-Paladini-Civitali. Perché continuano a non dirsi convinte della sistemazione con i prefabbricati immaginata dalla Provincia e, per questo, hanno protocollato ieri una richiesta di incontro al presidente di palazzo Ducale Luca Menesini.
C’è anche, per questo eventuale incontro, una sorta di ordine del giorno. Cioè le proposte che le stesse organizzazioni sindacali avevano avanzate in una lettera aperta dello scorso 26 luglio che però - spiegano - «a oggi è rimasta senza risposta».
In quella lettera i rappresentanti si dicevano contrarie all’ipotesi della Provincia perché - conti alla mano - le aule sarebbero meno delle classi disponibili e questo significherebbe dover ruotare sui laboratori, con una serie di problemi collegati: il fare lezione in un ambiente non adatto, la riduzione del tempo effettivo delle lezioni, la diminuzione delle attività di laboratorio stesse.
Per questo i sindacati chiedono «per tutte e due le scuole un numero di aule uguale al numero di classi più i rispettivi laboratori effettivamente fruibili, che è la condizione minimale per poter “fare scuola” dignitosamente».
Per questo la proposta continua con la richiesta di una collocazione sullo stesso sito di Civitali e Paladini, senza la “frantumazione” tra ex Campo di Marte e Istituto Carrara. «La Provincia, non fornendoci spazi adeguati, ha di fatto il potere e la protervia di imporci –- un modello di organizzazione della scuola inefficace e lesivo del diritto all’istruzione. Noi però abbiamo il diritto di sciopero, di manifestazione del pensiero mediante sit in e manifestazioni, di agire collettivamente», si concludeva la lettera dello scorso luglio. —
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