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Asili nido e vaccini, la scadenza: 10 giorni per la documentazione

Gianni Parrini
Asili nido e vaccini, la scadenza: 10 giorni per la documentazione

Il Comune di Lucca invia una lettera alle famiglie dei bambini da 0 a 3 anni Si accettano anche le autocertificazioni, ma il tempo sta per scadere

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LUCCA

Asili nido, le famiglie dei bambini iscritti hanno ricevuto una lettera dal Comune: 10 giorni per fornire la documentazione, pena l’esclusione di chi non è in regola.

Il nuovo anno scolastico è alle porte ma ancora non c’è chiarezza su come dovranno comportarsi i dirigenti nei confronti degli alunni che non hanno ottemperato gli obblighi vaccinali. Il Tirreno di ieri ha raccontato che in tutto il territorio dell’ex Asl 2 sono circa 2.000 i ragazzi sotto i 16 anni che secondo l’anagrafe vaccinale della Toscana non sono a posto. Cosa succederà loro il prossimo 17 settembre è questione aperta. Entreranno ugualmente? Saranno esclusi (quelli da 0 a 6 anni) o verranno multate le famiglie (nel caso di quelli tra 6 e 16)? Difficile dare risposte dato che non esiste un orientamento prevalente, come spiegava ieri il provveditore Donatella Buonriposi.

I primi a tornare in classe saranno i bambini degli asili nido, strutture gestite direttamente dai Comuni che ne fissano anche la data di apertura. Sarà un banco di prova importante anche per le strutture di grado superiore. Il Comune di Lucca quantomeno ha scelto una linea: «I nidi apriranno il 10 settembre – spiega l’assessore Ilaria Vietina – La scorsa settimana abbiamo mandato una lettera alle famiglie dei bambini iscritti, chiedendo loro di fornire la documentazione necessaria a dimostrare che sono in regola con gli obblighi vaccinali. Accettiamo anche l’autocertificazione. Le famiglie hanno dieci giorni di tempo dalla data di ricevimento della missiva per fornire il materiale». Scaduto questo termine sarà il dottor Antonio Marino, dirigente del settore Istruzione, a decidere cosa fare con i bambini che non sono in regola con gli obblighi vaccinali. La priorità è quella di tutelare i soggetti deboli, ovvero i bambini che non hanno potuto vaccinarsi per motivi di salute, quindi il rischio esclusione per gli irregolari è concreto. «Ma si valuterà caso per caso», spiega l’assessore Vietina, Quella delle certificazioni è una strategia paravento, dato che attraverso l’anagrafe vaccinale si può verificare direttamente se ci sono bambini non in regola. E di fatto ci sono già gli elenchi di chi non è a posto. «Ma quella dei bambini del nido è un’età particolare e delicata – spiega Vietina – La vaccinazione, ad esempio, può essere talmente recente da non essere ancora registrata sulla piattaforma. O magari l’appuntamento col medico è saltato per un malanno improvviso. Si tratta di situazione fluide, per cui abbiamo ritenuto opportuno informare i genitori e chiedere loro di fornire una documentazione o una auto-certificazione». La legge Lorenzin, le circolari, una legge regionale in rampa di lancio e un emendamento in fase di approvazione in parlamento contribuiscono a rendere il quadro ingarbugliato. —

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