Gioco
Vaccini, 2.000 gli alunni non in regola Ai presidi delle scuole l’ultima parola
I ragazzi tra 0 e 6 anni rischiano l’esclusione, per quelli tra 6 e 16 prevista la segnalazione all’Asl e la conseguente multa
LUCCA
Scuole verso l’apertura ma 2.000 alunni non sono in regola con gli obblighi vaccinali. Ai presidi la decisione sul da farsi. Poche le opzioni: far finta di niente assumendosene la responsabilità oppure escluderli (nel caso di quelli da 0 a 6 anni) o segnalarli all’Asl (nel caso di quelli da 6 a 16 anni) per far multare le famiglie. In ogni caso una scelta destinata a far discutere dato che a pochi giorni dal suono della prima campanella non c’è un orientamento chiaro e prevalente.
Nel territorio dell’ex Asl 2 ci sono almeno 2.000 bambini non a posto con i vaccini. Si tratta di una stima prudenziale che si può ricavare dai dati dell’anagrafe vaccinale. Partiamo da chi rifiuta ogni tipo di vaccino: «I ragazzi tra 0 e 16 anni che non hanno fatto neppure uno dei 10 vaccini previsti dal decreto Lorenzin sono circa il 2% del totale – spiega il dottor Alberto Tomasi, direttore dell’Igiene e sanità pubblica dell’azienda sanitaria Nordovest – Ovvero ogni anno ci sono 30-40 casi di bambini residenti tra Lucca e Valle che sfuggono a ogni tipo di terapia vaccinale. Moltiplicando questo dato per 15 anni, si arriva alla cifra totale con cui siamo alle prese: sono circa 450. Un numero piuttosto basso rispetto alla totalità dei ragazzi in questa fascia di età (oltre 22mila) e bisogna considera che tra quelli sotto i 6 anni la percentuale degli iscritti a materne e nidi è decisamente più bassa». Semaforo rosso anche per chi ha saltato un solo vaccino: «Gli irregolari per l’esavalente sono il 5% (in termini assoluti sono circa 1.200, ndr), mentre per il morbillo sono il 6-7% (ovvero circa 1.500, ndr). Su quest’ultimo vaccino purtroppo siamo sotto la soglia del 95%, quella che garantisce l’immunità di gregge». I gruppi di irregolari non si possono semplicemente sommare tra loro perché una stessa persona può comparire in più gruppi. Fatta questa premessa ma si può ragionevolmente stimare che quelli non in regola siano circa 2.000. Sul loro destino “scolastico” ora c’è un grosso interrogativo.
Dal mondo della scuola filtra una certa inquietudine sulla linea da tenere. La provveditora agli studi Donatella Buonriposi conferma la situazione di incertezza in cui si trovano i dirigenti scolastici: «Siamo in un momento di grande confusione, dato che non ci sono disposizioni chiare. Da un lato c’è un ministro che proprio ieri ha ribadito che i presidi “se vogliono” possono accettare le autocertificazioni; dall’altro c’è la Regione che tiene il punto sul rispetto degli obblighi vaccinali. Proprio pochi giorni fa da Firenze è arrivato l’invito ai dirigenti a iscriversi alla piattaforma collegata all’anagrafe vaccinale digitale. Si tratta di uno strumento che consente loro di verificare quanti sono gli alunni in regola e che di fatto svuota di senso qualunque autocertificazione. La legge dice che il tempo per mettersi a posto è scaduto, ma saranno i presidi a decidere». Non ci sarà da aspettare molto per scoprire cosa accadrà: le scuole aprono il 17, mentre i nidi prenderanno avvio già dalla metà della prossima settimana. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google