Gioco
Un anziano del Mantovano colpito dalla febbre del Nilo
Si tratta di un 91enne ricoverato al San Luca in gravi condizioni da giovedì Era a Lucca per far visita a dei parenti. L’Asl: «Nessun focolaio sul territorio»
LUCCA
La temibile “febbre del Nilo” arriva anche a Lucca. Da giovedì scorso un 91enne della provincia di Mantova è ricoverato nel reparto di Malattie infettive ed Epatologia dell’ospedale “San Luca”. Dopo aver completato gli accertamenti sierologici in laboratorio ieri mattina i medici hanno finalmente potuto formulare la diagnosi: il paziente ha contratto il virus della febbre del Nilo (detto anche “West Nile”), la malattia trasmessa attraverso le punture di zanzara che secondo l’ultimo bollettino dell’Iss (aggiornato al 23 agosto) in Italia ha colpito già 255 persone, con conseguenze mortali su una decina di esse.
Ovviamente subito sono scattati gli accertamenti necessari per capire se l’uomo ha contratto il virus qui o al suo paese d’origine. Stando a quanto ricostruito il 91enne è arrivato in Lucchesia domenica 19 agosto per fare visita ad alcuni parenti e giovedì 30 agosto, dopo due giorni di febbre, è stato condotto al Pronto soccorso del “San Luca”. Lamentava forti cefalee e temperature elevate: i medici dell’ospedale lucchese lo hanno sottoposto ad approfonditi esami di laboratorio, temendo che potesse trattarsi di meningite. L’analisi del liquor ha escluso questa possibilità ma la diagnosi non è stata più felice: a infettare il sangue dell’anziano è il temibile virus West Nile, particolarmente diffuso in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. «La malattia solitamente ha diversi giorni di incubazione – spiega il dottor Alberto Tomasi, direttore dell’Igiene e sanità pubblica dell’azienda sanitaria Nordovest –. Dato che il soggetto era arrivato a Lucca da poco siamo convinti che abbia contratto il virus nel paese del mantovano in cui risiede e dove si sono già verificati diversi casi». Si tratterebbe dunque di un virus “importato”. «Per questi motivi – spiega una nota dell’azienda – non sono necessarie a Lucca azioni di contenimento o disinfestazione, che dovranno essere semmai effettuate nell’area da cui proviene la persona, che è invece endemica (come altre località lungo il fiume Po) per “West Nile”. Da precisare che le punture di zanzare rappresentano il principale mezzo di trasmissione all’uomo ma che la febbre “West Nile” non si trasmette da persona e persona, neanche tramite le zanzare. Il “serbatoio” principale del virus sarebbe rappresentato dagli uccelli selvatici. «Le condizioni del paziente – come evidenzia il direttore delle malattie infettive di Lucca Sauro Luchi – sono in lieve miglioramento, considerata anche l’età avanzata dell’uomo, che viene comunque tenuto sotto stretta osservazione da parte dell’equipe sanitaria della struttura». È in stato soporifero ma durante un momento di lucidità ha chiesto quando potrà tornare a casa. —
G.P.
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