Gioco
Procura, organico completo con l’arrivo di Paola Rizzo
Napoletana, prima esperienza a Torre Annunziata e sedici anni splendidi a Livorno prima dell’esperienza di Pisa Si occuperà delle fasce deboli
LUCCA
Napoletana di nascita, ma ormai toscana d’adozione. Paola Rizzo , 53 anni portati magnificamente, ieri mattina si è insediata ufficialmente al palazzo di Giustizia di via Galli Tassi. Prende il posto del sostituto procuratore Fabio Origlio passato due anni fa alla procura generale di Firenze. Con il suo arrivo l’organico dei magistrati è al completo. Continuerà a vivere a Pisa - dove si è laureata, si è sposata e ha trascorsi gli ultimi 6 anni di attività professionale - e a Lucca si occuperà dei reati che riguardano in modo particolare le minorate difese, le cosiddette «fasce deboli» (stalking, maltrattamenti in famiglia, violenze su minori o sulle donne, ecc).
Alla procura di Pisa si occupava principalmente di reati di natura finanziaria, ricoprendo il ruolo di coordinatrice dei reati fallimentari e fiscali. Un settore di grande rilevanza, ma poco incline alle sue corde di magistrato da sempre in prima linea. Diversi i casi di rilievo, anche in ambito nazionale, di cui si è occupata dal 2012 ad oggi nella città della Torre Pendente. Dal sequestro di due cavalli da corsa a Santa Croce sull’Arno all’omicidio di un pusher nella pineta di Marina di Pisa. Ma anche l’inchiesta “Golden Daytona” su un giro di furti su commissione con relativa ricettazione attraverso i canali delle gioiellerie che vede una richiesta di rinvio a giudizio per 8 imputati. C’è poi l’inchiesta sui maltrattamenti ai danni degli ospiti disabili alla Stella Maris di Fauglia e la vicenda dello sparatore del Cep del febbraio scorso. Prima di Pisa ha lavorato, subito dopo l’ingresso in magistratura, all’ufficio gip di Torre Annunziata. Ma il suo cuore è rimasto a Livorno, la città in cui ha prestato servizio per 14 anni e dove ha trovato una grande umanità. Tante le inchieste: dal patteggiamento a 5 anni del promotore finanziario Michele Simoni, che aveva truffato decine di clienti, sino alla sentenza Capasso, sull'assalto al portavalori di Castiglioncello, passando all’omicidio di Vada e al caso di due pedofili. Alla dottoressa Rizzo i migliori auguri di un proficuo lavoro dalla redazione de Il Tirreno —.
LUCA TRONCHETTI
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