Gioco
Furto al supermarket, i genitori incolpano la figlia di dieci anni
Durante l’udienza di convalida prima negano l’addebito poi di fronte alle immagini accusano la «bimba-monella»
LUCCA
Prima negano con forza l’addebito. Loro non c’entrano nulla con il furto della borsa contenente la pensione di una cliente del supermarket Esselunga a San Concordio avvenuto nella mattina di sabato. Ma di fronte alle immagini delle telecamere di sorveglianza sono costretti a fare retromarcia. La coppia di nomadi originari della Repubblica Ceca, non della Slovacchia come appreso in un primo momento, tuttavia non si scompone e scarica la responsabilità alla figlia di dieci anni. «Noi non c’entriamo. È lei, la monella, che si diverte a rubare. Ci scusiamo con la signora e appena la bimba tornerà con noi le faremo una bella ramanzina». C’è da restare senza parole alle dichiarazioni dei coniugi di fronte al giudice durante l’udienza di convalida a cui prende parte anche il sostituto procuratore Lucia Rugani.
In sostanza marito e moglie scaricano sulla piccina, minore non imputabile, la responsabilità del reato commesso. Al momento il giudice, dopo la convalida dell’arresto, concede alla coppia l’obbligo di presentazione due volte al giorno alla questura di Lucca in attesa del processo con rito direttissimo che si terrà venerdì mattina davanti al giudice monocratico.
Per adesso quindi paga soltanto l’altro nomade presente assieme alla bimba nel supermarket al momento del furto dal carrello della borsa della pensionata contenente duemila euro, soldi poi recuperati dagli agenti nel reggiseno e negli slip della madre della piccina oltre che all’interno della macchina utilizzata per il furto che era stata presa a noleggio dalla famiglia ceka. La polizia scopre anche che l’uomo che tiene per mano la bimba tra gli scaffali dell’Esselunga non è un parente, ma un amico della famiglia dell’Est. A passare alla cella di sicurezza al carcere di San Giorgio per furto aggravato è Robert Lakatos, 40 anni, nato nella ex Cecoslovacchia e che in questo periodo si trovava da parenti nomadi che risiedono in Versilia.
E la «bimba-monella»? Al momento si trova in una casa famiglia a Viareggio in attesa di una decisione che prenderà il tribunale dei minori anche in base alla sentenza del giudice al termine dell’udienza del 31 agosto. La piccina potrebbe essere affidata ad altri familiari oppure rimanere nell’istituto per un certo periodo di tempo. —
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