Il Tirreno

Lucca

È intriso di grande romanticismo il racconto della famosa sartoria lucchese di costumi teatrali e per serate di gala  

Galeotto fu l’incontro tra Franco e Maria: dal loro amore è nato il Laboratorio Brunier

Rossella Lucchesi
Galeotto fu l’incontro tra Franco e Maria: dal loro amore è nato il Laboratorio Brunier

la storia LUCCAC’è un mondo nel laboratorio Brunier. Un mondo fatto di sete, organza, crinoline, trine, merletti, piume, cappelli e gioielli. E’ il regno di Franco Nieri, un paradiso con le sembianze...

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la storia

LUCCA

C’è un mondo nel laboratorio Brunier. Un mondo fatto di sete, organza, crinoline, trine, merletti, piume, cappelli e gioielli. E’ il regno di Franco Nieri, un paradiso con le sembianze di sartoria, capace di far sognare chiunque varchi la porta dell’appartamento al primo piano del civico 74 di via Vittorio Emanuele. Basta fare qualche passo all’interno per rendersi conto di trovarsi in un luogo straordinario, dove il tempo non è scandito dai rintocchi dell’orologio, ma dai costumi, dalle parrucche e dagli accessori che, come in un magico flashback, conducono in epoche differenti e affascinanti.

Sono oltre un migliaio gli abiti custoditi nell’atelier e più di settecento le camicie di ogni epoca, opera delle abili mani di Franco Nieri. Molti altri si trovano nella sede legale dell’associazione artistico-culturale Laboratorio Brunier in corso Garibaldi, ricovero di abiti in prevalenza vintage, ma tutti originali. Belli da mozzare il fiato, e curati nei minimi particolari i costumi della sartoria Brunier. In stile medievale, rinascimentale fino ai modelli in voga nel Novecento, passando per le elegantissime mise indossate da dame e cavalieri nel XVIII e XIX secolo. Costumi di scena e abiti per occasioni e ricorrenze particolari che artisti e figuranti scelgono per salire sul palcoscenico o per calarsi nell’atmosfera di un’epoca che fu, durante feste e cerimonie nelle ville e nei palazzi lucchesi.

Parte 18 anni fa la storia della sartoria Brunier, sulla scia dell’omonima associazione culturale, ideata dalle sorelle Maria e Loredana Bruno che ne hanno fatto anche un punto di riferimento per l’alternanza scuola-lavoro, cui ogni anno partecipano decine di studenti. Ma l’idea era nata molto prima, agli inizi degli anni Novanta. Galeotto fu l’incontro tra Franco, allora dipendente della Cucirini Cantoni Coats come addetto al magazzino e spedizioni, e la professoressa Maria Bruno, insegnante di canto al liceo musicale e affermato soprano.

Tra loro scattò la scintilla e Franco pensò di mettere in pratica la propria passione per l’arte del cucito, cominciando a confezionare abiti di scena per la donna che sarebbe diventata la compagna della vita. La passione c’era. E tanta. Così come la creatività e la fantasia. Nel tempo libero dal lavoro Franco aiutava l’amica Tiziana Piercecchi, titolare di una nota sartoria che dagli anni Ottanta operava in via Fillungo, dove realizzava abiti per i maggiori teatri italiani. Non aveva diplomi di taglio e cucito Franco, ma aveva le mani d’oro e imparava facilmente anche i lavori più difficili. Così, quando nei primi anni Novanta la sartoria Montecchi chiuse i battenti, egli aveva acquisito le competenze necessarie per realizzare creazioni in proprio. E nel frattempo si era diplomato al liceo artistico serale. Era giunto il momento per mettere in pratica ciò che aveva imparato e dare sfogo al proprio talento che aveva dimostrato restaurando bambole di Bisquit, ventagli d’epoca, orologi da panciotto e alta bigiotteria antica, oltre a realizzare manufatti originali. Un autodidatta che con gli anni si è sempre migliorato, Franco Nieri, arrivando a trasformare semplici nastri o avanzi di stoffe in magnifici corpetti, gonne vaporose, drappeggi e cuffiette che rifinisce con ricami raffinati e completa con ricercati copricapi, morbidi guanti e scintillanti parure.

La prima sede del laboratorio Brunier fu nel 2000 in via Galli Tassi. Un ambiente elegante e con un ampio magazzino per ospitare le creazioni. E una grande vetrina che attirava l’attenzione dei passanti, attratti anche dalle melodie che venivano dall’interno. Nel 2007 il trasferimento in corso Garibaldi, ma lo spazio era limitato, e tre anni dopo la decisione di sacrificare quello che per anni era stato l’appartamento della coppia che si era trasferita fuori dalle Mura. Intanto Nieri diventava uno dei più apprezzati costumisti teatrali di Lucca e la sua sartoria un punto di riferimento per l’acquisto e il noleggio di costumi di scena e per serate speciali in cui si richiedono abiti da sera, frac e smoking. Un amore smisurato per la professione che lo porta alla ricerca di tessuti, damascati, velluti e guarnizioni che non sempre si trovano in commercio, ma spesso nei mercatini e nei fondi di magazzino. E lui ogni sera, dalle 17.30 in poi si chiude nel suo regno per realizzare fantastici sogni del passato. —

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