Il Tirreno

Lucca

pisa 

Rapinata sala slot della “Noapel”

STEFANO TAGLIONE
Rapinata sala slot della “Noapel”

Due banditi armati hanno fatto minacciato il cassiere nella “Gaming hall Galilei” dell’azienda di Capannori

2 MINUTI DI LETTURA





PISA

Hanno rapinato la sala slot in 50 secondi, portando via cinquemila euro. Due banditi, caschi integrali in testa, uno dei quali armato di pistola. Una Glock nera carica puntata verso il povero cassiere. «Dammi i soldi», le uniche parole pronunciate. Poi la fuga su uno scooter, probabilmente rubato. Sfrecciando accanto al pullman del Crotone Calcio, i cui giocatori stavano mangiando là vicino dopo aver espugnato lo stadio Armando Picchi, nella sfida di Coppa Italia contro il Livorno.

Terrore attorno all’una della notte fra domenica e lunedì nella Darsena Pisana, per una rapina a mano armata che si è consumata al Gaming Hall Galilei, la sala slot di proprietà della Noapel di Capannori, che si trova accanto all’omonimo albergo vicino alla zona industriale di Porta a Mare. I calciatori del Crotone, che stavano mangiando a tarda ora al Darsena Café, non si sono accorti di nulla, tanto che poco dopo se ne sono andati a dormire ai piani superiori, mentre le cameriere uscendo hanno salutato i ragazzi della sala slot con un normale «Ciao bimbi».

Secondo una prima ricostruzione i banditi sarebbero due persone dall’accento indiano o bengalese, così ha riferito il dipendente della sala slot, un italiano di 35 anni. Entrambi sono arrivati al parcheggio dello stabile, accanto all’Aurelia, a bordo di uno scooter di grossa cilindrata. La coppia di rapinatori, una volta nella sala, è stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza, le cui immagini sono già state acquisite dagli investigatori. Riconoscere i malviventi purtroppo non sarà facile, visto che i loro volti erano travisati dai caschi integrali.

Al lavoro, durante la rapina, c’erano solo due dipendenti. E a giocare alle macchinette una manciata di persone. La reception con tanto di bar e buffet, in ogni caso, è separata dal resto delle stanze; quindi, a parte il cassiere che attraverso un vetro si è ritrovato la pistola puntata alla testa, nessuno ha visto nulla. Ad accorgersi di quanto stava accadendo – senza vedere – anche un altro lavoratore, che intuendo il pericolo è scappato senza farsi notare da una porta secondaria nell’hotel Galilei. È stato l’impiegato dell’albergo, poco prima del direttore della sala, ad avvertire la polizia, che indaga con la Squadra mobile.

«Abbiamo subito consegnato i soldi, siamo padri di famiglia – spiega il direttore della sala slot, che preferisce rimanere anonimo – e i tecnici di una società hanno subito scaricato le immagini delle telecamere, che io non ho visionato». —

STEFANO TAGLIONE



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze