Il Tirreno

Lucca

il sindaco Paolo Michelini 

«Migranti in calo adottando lo Sprar»

EMANUELA AMBROGI
«Migranti in calo adottando lo Sprar»

Precisazione del primo cittadino di Bagni di Lucca  In due anni gli ospiti nel territorio passeranno da 60 a 25

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BAGNI DI LUCCA

Non aumenteranno i migranti che arrivano a Bagni di Lucca, anzi sono destinati a diventare 25 dai 60 attuali, e saranno accolti e seguiti con il progetto Sprar (Servizio protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che il Comune si appresta a varare dopo aver individuato il partner privato per la gestione del centro. Il chiarimento arriva dal sindaco Paolo Michelini, che vuole riportare serenità dopo aver raccolto commenti preoccupati per l’arrivo dei 25 richiedenti asilo.

«Ci sono due modi – spiega il sindaco – per gestire i migranti: il progetto Cas (Centri Accoglienza Straordinaria) e lo Sprar. Col primo sistema i migranti, non solo e non sempre rifugiati politici, vengono mandati sul territorio dopo un accordo diretto fra il prefetto e l’associazione che li accoglierà. Quasi un’imposizione che avviene senza che siano stati sentiti e neppure informati preventivamente i Comuni. È successo anche a Bagni di Lucca, dove a nulla sono valse le proteste e il tentativo di contrastare il nuovo arrivo di minori assistiti dalla Caritas in un centro della Curia a due passi dagli stabilimenti termali. Con questi ragazzi il numero dei migranti è salito a Bagni a 60 unità: 45 sono gestiti dall’associazione Partecipazione e Sviluppo e 15 dalla Caritas. Nel complesso il loro numero è oggi assai superiore a quello che prevederebbero i parametri del governo. L’intento dell’amministrazione comunale non è certo aumentare ulteriormente il numero dei migranti accolti. Di qui la decisione di partecipare al progetto Sprar, che consente ai Comuni di decidere, con l’appoggio di un partner che gestirà i rifugiati, il numero degli extracomunitari che, una volta accolti sul territorio, avranno diritto a una formazione con corsi per l’inserimento nel mondo del lavoro. Requisito essenziale sarà inoltre la condizione di rifugiato politico. Per la loro gestione è prevista una maggior somma, che andrà al gestore incaricato non solo di accoglierli nel centro, ma anche di formarli e offrire opportunità di inserimento. Sulla base dei parametri di legge Bagni ritiene di poter accogliere 25 rifugiati, non di più. Rispetto a oggi, 35 migranti dovranno quindi lasciare Bagni ma è possibile che tra i 25 che resteranno nel centro Sprar ci possano essere persone già ora ospitate qui, sempre che ne abbiano i requisiti». Il sindaco calcola che la riduzione a 25 rifugiati accolti dovrebbe avvenire nell’arco di due anni. —

EMANUELA AMBROGI

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