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Lucca

Via Pisana, la rabbia e la caccia al rimedio «Auto a cento all’ora, servono controlli»

Gabriele Noli
Via Pisana, la rabbia e la caccia al rimedio «Auto a cento all’ora, servono controlli»

Residenti e commercianti adirati dopo l’incidente costato la vita a Maria Laura Santi. «Il limite c’è ma nessuno lo rispetta»

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Sull’asfalto sono ancora presenti i segni verdi tracciati per i rilievi. Via Vecchia Pisana, il giorno dopo, è un continuo intervallarsi di silenzi e confronti. L’incidente di venerdì pomeriggio costato la vita alla 85enne Maria Laura Santi - investita davanti casa da un’auto con alla guida un giovane mentre stava attraversando la strada per andare a trovare un’amica - genera un ampio ventaglio di reazioni. E considerazioni. Che, partendo proprio da questo episodio, si estendono a criticità che, afferma la maggior parte di chi qui vive o lavora, erano evidenti. E lo sono tuttora.

«Un Far West» lo definisce Paola Andreini trovandosi a poca distanza dal punto in cui Maria Laura Santi ha perso la vita. «Sono arrabbiata, perché nessuno in questi anni ha mai fatto qualcosa per porre rimedio». Nella sostanza «mancano i controlli. Stamani (ieri per chi legge, ndr) le macchine vanno piano». È nella specifica temporale, l’essenza del suo sfogo. «Perché abitualmente, invece, la velocità è elevata, in un quartiere popolato da tanti anziani. Alcuni, quando aprono il cancello di casa, si ritrovano praticamente sul ciglio della strada».

Giuseppe Caiazzo abita in una delle traverse di via Pisana. Strette. E che implicano la massima attenzione per potersi immettere senza rischi, o comunque limitandoli, sulla strada principale. «Il limite di velocità c’è, ma non lo rispetta nessuno. Le auto sfrecciano a 100 all’ora. Chi le guida, evidentemente, pensa che via Vecchia Pisana somigli ad un’autostrada. Ricordo di aver preso una multa di 225mila lire pur avendo superato di poco i 50». Riporta quell’episodio per accentuare la percezione (non solo sua) del pericolo sulla strada in cui è avvenuta la tragedia. «Per me sono due, quella della signora e del ragazzo che l’ha investita». Due, come «le famiglie sconvolte».

Se ne parla anche al negozio di alimentari, qualche metro più avanti ai segni verdi sull’asfalto. «Non credo sinceramente che con il senso unico la situazione migliorerebbe: anzi, le auto andrebbero ancora più veloci» dice Paolo Badiali mentre serve una dopo l’altra le signore del posto che comprano frutta, verdura e altri prodotti. «C’è chi effettivamente pesta il piede sull’acceleratore e neppure guarda chi vuole attraversare sulle strisce pedonali» prosegue. L’incidente di venerdì è avvenuto attorno alle 18,30, orario in cui «il sole dà realmente noia» perché, pur calando progressivamente, l’intensità dei suoi raggi rimane un fattore non marginale.

Secondo Ileana Russo, un’altra residente, «servirebbero misure più concrete» affinché si possa tornare a parlare di via Vecchia Pisana come una strada sicura. «Ha ragione Badiali, però: il senso unico non serve. I controlli, invece, sì». La pronuncia pure lei quella parola, quasi fosse un’invocazione. Come i residenti di un quartiere scosso, ma che ora pretende risposte concrete per evitare il ripetersi di incidenti. —

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