Sicurezza
Nessuno vuole Villa Fiori E ora si pensa all’uso pubblico
Quinta asta deserta per l’immobile dell’Ottocento: non ci saranno altri ribassi Si valuta la possibilità di un progetto che consenta di intercettare finanziamenti
BAGNI
Un progetto per l’utilizzo a fini di pubblica utilità che possa trovare finanziamenti regionali, governativi o europei l’unica vera possibilità di evitare che la splendida Villa Fiori di Bagni di Lucca cada definitivamente a pezzi. Nemmeno la quinta asta che metteva in vendita il bene del Comune a 800mila euro (meno della metà della somma stabilita per il primo incanto) ha stimolato potenziali acquirenti. La dimora ha bisogno di consistenti investimenti che richiedono un grande impegno economico e sul mercato non sembrano esserci privati o società interessate all’acquisto, nonostante il prezzo stracciato.
La Villa è su quattro piani, due nobili, un seminterrato e un sottotetto, per una superficie di 430 metri quadri. Fu costruita alla metà del XIX secolo e ristrutturata nel 1923. Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento il parco, di 8.470 metri quadri, venne rifatto completamente in stile paesistico, sviluppandosi in particolare lungo il fiume.
Oggi per l’amministrazione comunale rappresenta un vero problema. Se un gruppo di volontari e associazioni culturali riescono a tenere pulita almeno parte dello splendido parco sulla Lima, l’immobile è invece abbandonato da anni, con infissi semidistrutti e altri danni fatti da vandali e sbandati che vi dimoravano. Al suo interno è addirittura stata lasciata una automobile.
Era stata avanzata la proposta di assegnarla alle associazioni, ma la somma che occorre per ristrutturarla e renderla sicura prima di darla in gestione a volontari è insostenibile per il Comune. Ed è per Bagni di Lucca impensabile contrarre un nuovo mutuo. Nemmeno è possibile abbassare ulteriormente la base d’asta per un nuovo incanto, se non si vuol incappare in controlli da parte dell'erario.
Ecco allora che si fa strada l’idea di predisporre un progetto di recupero a uso pubblico, sulla base del quale chiedere finanziamenti, come è accaduto con le scuole e con le piscine comunali. Tra le ipotesi di proposte pertinenti circola quella di un ostello. In ogni caso andrà valutata la realizzazione di un centro con determinate funzioni, tali da consentire la partecipazione a bandi che concedono fondi per i lavori di restauro. Villa Fiori era stata restituita nel 2008 dalla Asl al Comune in cambio della scuola Ferretti e dell’area dove dovrebbe sorgere il centro sanitario a Fornoli. Il Comune aveva ottenuto anche un conguaglio in denaro.
Un paio di anni fa c’era stato un imprenditore del settore alberghiero, Damiano Marino Merlo, che aveva tentato di ottenere il bene proponendo uno scambio, con una somma integrativa a conguaglio, con il complesso industriale Kontinental, di sua proprietà, offerto al Comune per avere Villa Fiori. Ma l’allora giunta Betti non aveva giudicata congrua l’offerta. —
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