Il Tirreno

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ALTOPASCIO  

Nuova Lam, ci fu inquinamento ma gli imputati erano estranei

Luca Tronchetti

Nelle motivazioni della sentenza il giudice Gerardo Boragine  chiarisce che della tutela idrica era deputato il padre degli indagati deceduto 2 mesi prima del blitz

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Ci fu inquinamento ambientale alla Nuova Lam srl, ma non vi fu responsabilità penale nei confronti degli amministratori delegati Stefania e Stefano Pucci, rispettivamente 60 e 56 anni, domiciliati a Montecatini Terme, assolti lo scorso marzo da tutti i capi d’imputazione eccezion fatta dal reato di getto pericoloso di cose (è stata ammessa richiesta di oblazione con conseguente estinzione previa separazione dal processo). I motivi della decisione, depositati dal giudice Gerardo Boragine, si riassumono tenendo conto del momento dell’esecuzione del sequestro preventivo da parte della polizia giudiziaria nel novembre 2011. I fratelli Pucci, amministratori delegati e di fatto, dal 2000 al settembre 2011 «non avevano funzioni relative alla tutela dell’ambiente, sia connaturato all’inquinamento idrico, atmosferico e allo smaltimento dei rifiuti compreso qualsiasi altro adempimento prescritto». Quella funzione spettava al legale rappresentante e presidente della Nuova Lam, Ezio Pucci, padre dei due imputati, venuto a mancare il 25 settembre 2011. «Il Cda aveva conferito nel 2000 ad Ezio Pucci - si legge nelle motivazioni della decisione del giudice - i poteri affinché in piena autonomia, anche senza interpellare il consiglio, scegliesse e acquistasse le attrezzature utili ai fini della prevenzione dell’inquinamento idrico, atmosferico e dello smaltimento dei rifiuti impartendo ai dipendenti le direttive necessarie e le norme di comportamento relative alla prevenzione».

Acclarata tale circostanza - da cui discende l’estraneità degli imputati inerente la materia ambientale - il giudice aveva l’obbligo di verificare se, dal 25 settembre 2011 al novembre dello stesso anno, avessero svolto o omesso di svolgere un’attività di vigilanza e controllo in grado di rendere possibili le condotte illecite contestate. Al di là della carenza di elementi - visto il brevissimo lasso di tempo (circa un mese e mezzo) in cui i fratelli Pucci avevano assunto l’amministrazione aziendale anche con riferimento alle materie delegate al genitore - per poter affermare una qualsivoglia responsabilità degli imputati, la prescrizione dei reati ambientali contestati mette una pietra tombale su qualsiasi argomento processuale.

Per quanto riguarda invece il reato di furto di acque pubbliche gli interventi normativi (dal 1999 al 2011 con sentenze di Cassazione) fanno riferimento ad «acque con attitudine ad uso di pubblico generale interesse» mentre le acque in oggetto sono «acque piovane derivanti dalla raccolta pluviale nei terreni e invasi ubicati nelle aree di proprietà della Nuova Lam e non destinate a pubblica utilità». Inoltre l’impossessamento abusivo di acque pubbliche è reato punito con sanzione amministrativa.

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