Il dolore
Kme, impianto da 28.000 mq «Il progetto a settembre»
L’amministratore delegato Pinassi: necessario per diventare il polo principale Confermato l’utilizzo del pulper: «Ma solo le 100.000 tonnellate necessarie»
BARGA
La Kme ha ripreso a viaggiare, ma ora serve lo scatto per tornare pienamente competitivi sui mercati, e quindi tornare ad assumere personale dopo anni di "tattiche difensive".
Tuttavia, questo scatto, a livello di gestione dei costi e degli investimenti, può passare solo attraverso l'accensione di un impianto di pirorigassificazione che garantisca di autoprodurre quei 100mila megawatt/ora annui necessari a incrementare le produzioni e garantire prezzi competitivi. Questo è stato ribadito nel consiglio aperto di lunedì sera a Barga.
L’impianto sarà un gigante da 28mila metri quadrati, di cui circa un terzo coperti. Claudio Pinassi, amministratore delegato di Kme, pur con lo stile di chi è avvezzo a gestire tensioni aziendali endogene ed esogene, ha portato per la prima volta nella storia, la "Metallurgica" e anche i suoi conti in piazza: «Il costo dell'energia in Italia è del 18% più alto che in Germania - afferma -: e proprio tedeschi e turchi sono i nostri principali competitors.
«Dopo mesi di studi - ha spiegato l’amministratore delegato, siamo giunti alla conclusione che, per fare di Fornaci il polo principale del gruppo Kme, dobbiamo produrre energia da soli, e tagliare quindi un costo imponente in bilancio».
Scartate le fonti alternative e la riaccensione delle fonderie a gas, resta la pirorigassificazione. Allo studio c'erano tre soluzioni: il Css, gli scarti tessili e il pulper. La scelta, manco a dirlo, è caduta su quest'ultima: «Sfrutteremo la vicinanza degli approvvigionamenti e la quantità disponibile».
Il pubblico rumoreggiava e contestava, e Pinassi ha zittito tutti: «Saranno utilizzati solo le 100mila tonnellate di materia prima necessarie per la produzione stimata, e non faremo speculazioni. Le emissioni saranno anche contenute perché saremo noi a chiedere spontaneamente una riduzione, e le scorie subiranno lo stesso trattamento degli scarti di fonderia».
A settembre, quindi, partirà la spedizione alla volta di Firenze per depositare il progetto e chiedere l'autorizzazione. A regime, secondo le stime proiettate sulla simulazione, saranno assunte 135 nuove unità oltre alle 76 maestranze che verranno riassorbite dopo gli ammortizzatori sociali.
I "nuovi" saranno così distribuiti: 90 nella produzione, 35 sull'impianto di pirorigassificazione, e 10 nel Centro ricerche che, a regime, diventerà un Centro studi per l'economia circolare in collaborazione con la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. —
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