Il dolore
Prodotti Dop e Igp. Scattano i controlli nei bar e ristoranti
LUCCA. In questi giorni anche in provincia di Lucca sono iniziati i controlli in bar e ristoranti, da parte del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per quanto riguarda i prodotti agroalimentari con certificazioni (Dop o Igp). Controlli che, in caso di irregolarità, fanno scattare sanzioni molto pesanti da 4.000 fino a 21.000 euro.
Ad invitare quindi gli imprenditori ad una particolare cura per i prodotti offerti è Confesercenti Toscana Nord con la biologa Serena Corti, coordinatrice del settore ambiente igiene e sicurezza. «Questi controlli fanno emergere la necessità - spiega Corti - di una sempre maggiore attenzione da parte degli imprenditori nell’indicare la corretta denominazione dei prodotti somministrati nei menù di bar e ristoranti, soprattutto quelli con certificazione di qualità; ad esempio prosciutto toscano Dop, finocchiona Igp, lardo di Colonnata Igp. Prodotti le cui provenienze, verificate, devono essere riportate su menù e listini. Attenzione particolare – conclude Serena Corti – alla denominazione dello “sgambato”, che su menù e listini deve essere indicato come coscia di suino e non come prosciutto crudo». A proposito di controlli e rispetti ferrei delle nuove normative in materia di somministrazione, il coordinatore sindacato Fiepet Confesercenti Toscana Nord Adriano Rapaioli spiega che «con i nostri soci abbiamo un dialogo continuo promuovendo campagne informative sulle normative sempre in evoluzione in fatto di allergeni ad esempio. Non è un discorso legato alle sanzioni, ma alla salute del cliente. Come categoria siamo favorevoli a normative più stringenti e ad una vigilanza stretta perché in ballo ci sono l’interesse e la salute del cliente ma anche il lavoro del ristoratore». —
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