Il Tirreno

Lucca

Giro di vite su accattonaggio e vandalismi: arriva il “daspo”

Luca Cinotti

Con il nuovo regolamento estese le aree interessate Il provvedimento impedisce l’accesso per 48 ore

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LUCCA

La scorsa settimana un parcheggiatore abusivo è stato allontanato da piazza Santa Maria utilizzando la misura del cosiddetto “Daspo urbano”, cioè quello strumento - contenuto nel decreto Minniti dello scorso anno - che consente ai Comuni di obbligare chi si comporta in maniera ritenuta non idonea a non ritornare nell’area per 48 ore. L’episodio del parcheggiatore, però, potrebbe essere soltanto il primo di una serie. Perché - come ha spiegato il comandante della polizia municipale Maurizio Prina - il nuovo regolamento di polizia urbana consente di estendere il provvedimento: «Lo scorso hanno abbiamo fatto sei ordini di allontanamento. Quello di piazza Santa Maria è il primo di quest’anno, ma il regolamento ci ha consentito di allargare le zone interessate e quindi ce ne saranno altri».Il decreto Minniti, infatti, riservava proprio ai regolamenti di polizia urbana il compito di indicare le aree sensibili nelle quali poteva scattare il daspo. E Lucca ha provveduto con l’atto entrato in vigore lo scorso 27 luglio.



Scendendo nel dettaglio, le zone interessate ricadono in quattro categorie. La prima è quella di asili e scuole di ogni grado, sia pubbliche che private, in un’area di 100 metri. La seconda comprende invece aree a verde pubblico e parchi giochi per bambini (comprese anche quelli sui baluardi delle Mura). Ci sono poi i musei e i parchi archeologici, sia all’interno che in corrispondenza dell’entrata. Infine, ricade nell’area tutelata l’intero centro storico insieme ai parcheggi che lo servono «in relazione al generale interesse storico-artistico dell’area e dei consistenti flussi turistici da cui la stessa è interessata».



La lista dei comportamenti che portano al daspo è lunga. E ha a che fare con la corretta convivenza e fruibilità di un luogo. Fra questi, dormire e bivaccare con teli, coperte, sacchi a pelo, smuovere la pavimentazione stradale, immergersi nelle vasche pubbliche, fare giochi d’azzardo, danneggiare e imbrattare gli edifici pubblici e privati e altri impianti, come i lampioni. È poi proibito fare uso di alcol nei parchi pubblici e vicino alla suole, così come l’accattonaggio effettuato «in maniera molesta, petulante o comunque fastidiosa per le persone, o simulando deformità o malattie, con impiego di minori, anziani, disabili o adoperando altri mezzi fraudolenti». Anche la raccolta di firme o di donazioni da parte delle Onlus dovrà essere effettuata secondo mezzi ben precisi, onde evitare di incorrere nell'allontanamento. In particolare, almeno tre giorni prima le associazioni dovranno indicare al Comune numero e identità di chi si occuperà della raccolta: gli operatori dovranno poi essere identificabili attraverso un tesserino e, comunque, non agire in maniera insistente. Vietati anche, e a rischio di allontanamento, i campeggi abusivi e le attività di bagarinaggio.



Il daspo, che deve essere approntato con un atto motivato, impedisce per 48 ore al destinatario di passare o stazionare nella zona in cui ha compiuto il misfatto. Nel caso in qui le violazioni si ripetano nel tempo, il questore ha la possibilità di disporre il divieto di accesso all’area per un massimo di sei mesi. Se il “daspato” viene trovato nell’area a lui proibita è sottoposto a una sanzione pecuniaria che può arrivare a 600 euro. —



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