Il Tirreno

Lucca

l’appello 

«Chiediamo criteri più severi contro i falsi commercialisti»

Sulla riforma del decreto 139 interviene la presidente provinciale dell’Ordine Carla Saccardi. «Siamo garanti di professionisti e cittadini»

2 MINUTI DI LETTURA





lucca

Maggiore tutela e riconoscimento della professione ordinistica, in particolare di quella dei commercialisti e degli esperti contabili, come segno di maggiore garanzia per i professionisti stessi e il cittadino.

Quella espressa dalla presidente dell'Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili della provincia di Lucca, Carla Saccardi, è una voce forte che fa eco alle posizioni assunte a livello nazionale e regionale. Una voce che si fa ancora più imminente, visto che in queste settimane è partita la discussione per la riforma del decreto legislativo 139/2005, che ha sancito l'unificazione delle professioni di dottore commercialista e ragioniere commercialista, dando così vita all'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

Una normativa che, come chiedono oggi i professionisti, va cambiata e rivista. «L'articolo 1 del decreto legislativo - spiega la presidente Saccardi - elenca le diverse attività che formano l'oggetto della professione, alle quali viene anche riconosciuta competenza specifica, senza però riservare l'esclusiva di queste attività alla categoria oggetto di costituzione con quel decreto. Una contraddizione che ha creato negli anni una stortura, figlia anche di un sentimento generale che ha portato a identificare i professionisti non come lavoratori della conoscenza che operano a servizio del paese e della comunità, diventando un tramite tra pubblica amministrazione, istituzioni e cittadino, ma come casta professionale privilegiata. Questo, abbinato al concetto di concorrenza, che ha portato alla continua ricerca di riduzione del costo del lavoro del professionista, ha generato, da una parte, lo scadere del livello qualitativo delle prestazioni professionali, rendendo anche impossibile un controllo di qualità non esistendo organi preposti, e dall'altro ha favorito l'esercizio abusivo della professione, spesso camuffato o giustificato con “libero mercato"».

Su questo argomento sono intervenute anche diverse sentenze della Corte di Cassazione, non sempre concordi tra loro. «Oggi emerge con forza - conclude Saccardi - la necessità di tutela dei terzi, di valorizzare legittimità, trasparenza, professionalità, qualità, formazione e specializzazione e tutte quelle attitudini intrinseche alle attività ordinistiche. Come Ordine, chiediamo che nel decreto 139 sia inserito un articolo sulla “tutela della professione”, arginando così il più possibile l'esercizio abusivo, non supportato da conoscenze, competenze e adeguati percorsi formativi. È l'unico modo per riempire di sostanza ciò che dice il decreto 139: deve essere fatta salva l'indipendenza, l'onorabilità e l'imparzialità del professionista e la finalità di garantire che questi agisca, nello svolgimento dell'attività professionale, nel rispetto degli interessi pubblici». Il consiglio dell'Ordine ha convocato un'assemblea di tutti gli iscritti per il 21 settembre.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web