Il dolore
Centralina sulla Lima Ritorna l’allarme
Dopo una serie di no rivisto il progetto e nuova verifica I comitati insorgono: a rischio ambiente e turismo
l’intervento
BAGNI
Comitati di salvaguardia del torrente Lima sul piede di guerra, in vista della nuova verifica di Comune e tecnici della società Green Factory. Verifica – in programma domani –per il progetto di una centralina idroelettrica, in località Cevoli di Fabbriche di Casabasciana.
I tecnici intendono mostrare sul campo le modifiche apportate al progetto originario, a loro dire migliorative rispetto alla prima proposta giudicata finora, non solo dagli ambientalisti, dall’impatto insostenibile. I comitati però ritengono che il nuovo progetto sia peggiore del precedente, e invitano amministratori e politici a tener fede all’impegno di non permettere la costruzione di altre dighe in una ambiente che ne conta già decine, con grande impatto su un ambiente che offre scenari unici per il trekking, la villeggiatura e gli sport fluviali, con una economia che dà lavoro e porta clienti a tutte le attività del turismo e del commercio della Media Valle.
In una nota, i comitati chiedono agli enti chiamati a valutare se davvero sia accettabile che, per il lucro di un privato, si mettano a repentaglio ambiente ed economia locale. «Lunedi 6 – scrivono i comitati – ci sarà l’ennesimo sopralluogo tecnico. Fino a quando l’intera vallata deve convivere con questa spada di Damocle sul capo? Una vallata che è stata già ampiamente salassata da questi inutili mostri di cemento e acciaio che, in cambio di una manciata di kilowatt, ne deturpano l’ambiente e ne pregiudicano le potenzialità turistiche».
Fino a quando, si chiedono i comitati, i quali ricordano le prese di posizione e le mozioni a loro favore da parte del consigliere regionale Stefano Baccelli e di molti politici e amministratori locali, «dobbiamo continuare a dilapidare denaro pubblico per indire riunioni, fare studi, elaborare pratiche, che impegnano decine di tecnici della Regione, Provincia, Comune, Autorità di Bacino, Soprintendenza, per rispondere a questa società il cui unico obiettivo è quello di venire da Genova fin qua a fare business alle nostre spalle. Decine di posti di lavoro distrutti, in cambio di un arricchimento individuale, a occupazione zero. C’è ancora qualcuno forse, che vede di buon occhio questa vicenda?».
Gli ambientalisti invitano anche a considerare che «oltretutto le leggi, che nel frattempo sono intervenute a difendere i corsi d’acqua, non permetterebbero più, in quel tratto di torrente, nessun impianto del genere. —
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