Il Tirreno

Lucca

Scappati dalla Nigeria, ora formano una band

Gabriele Noli
La banda dei richiedenti asilo
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La banda dei richiedenti asilo

Lucca, in undici (tra i 22 e i 33 anni) formano gli African Perfect Harmony: "Sfidiamo i pregiudizi"

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LUCCA. «Pensavo soltanto a scappare, non a cosa avrei trovato in Italia. Quando il viaggio è terminato, mi sono detto: “Sono libero, finalmente. Adesso comincia una nuova vita”». Non si può dimenticare il passato, anche volendo. Sovrascriverlo con il presente e il futuro, però, sì. Entrambi migliori. Uno nella realtà, l’altro nelle aspettative. E questa frase ne è il manifesto. Efficace. D’impatto. Raccontano di sé, di ciò che fanno, dei loro destini che si sono incrociati al centro di accoglienza delle Tagliate, dove la speranza, comune come la passione per la musica, si è tradotta nella nascita, lo scorso anno, di un gruppo: gli African Perfect Harmony.


Sono undici richiedenti asilo a comporlo, tutti nigeriani. Il più piccolo ha 22 anni, il più grande 33. Prerogative numeriche e anagrafiche ideali per tirar su una squadra di calcio. Ma Akpomedaye, Omoegbele, Ikhine, Okeke, Chukwuma, Silver, Ezeh, Chibunau, Raymond, Anigbere e Anthony preferiscono cantare e suonare la chitarra, la batteria o il basso, piuttosto che correre dietro ad un pallone.

Quando sono arrivati, quasi due anni fa, al centro di accoglienza, non si conoscevano tra loro. Ognuno, il proprio rapporto con la musica, lo viveva intimamente. Il progetto pilota realizzato dalla Croce Rossa di Lucca ne ha favorito la condivisione. All’interno, con la nascita del gruppo. E all’esterno, con le performance live in vari locali di Lucca e zone limitrofe. Propongono la Highlife, genere di origine africana caratterizzato dall’utilizzo contemporaneo di più strumenti.

«C’è tutto di noi nelle canzoni che presentiamo: amore, vita, passato, sogni. E una tradizione che mostriamo con orgoglio», dicono affidandosi ad un inglese fluido, perché con l’italiano ancora zoppicano. «Non è semplice, ma ci stiamo impegnando per impararlo».

Questo fanno nelle loro giornate, oltre all’attività di volontariato a favore degli anziani nelle varie cooperative dove adesso alloggiano, tra cui Sant’Anna, San Concordio, Pieve San Paolo e Antraccoli. E poi, due volte a settimana, il lunedì ed il giovedì alle 16, si ritrovano in una delle sale del centro di accoglienza delle Tagliate per le prove in vista dei concerti: questa sera gli African Perfect Harmony suoneranno alla Fattoria degli Albogatti, dove è in programma una cena marocchina (al costo di 12 euro).

«La musica ci ha permesso di integrarci e di conoscere tante persone» aggiungono per rafforzare ulteriormente il valore intrinseco di ciò che portano avanti, più forte dei pregiudizi e delle discriminazioni. «Bisogna essere intelligenti, imparare a non darci peso e andare avanti» afferma uno di loro mentre gli altri ascoltano. E approvano, convinti. Se lo vogliono godere appieno il presente. Del domani non sembrano curarsi troppo, anche se «ci piacerebbe diventare famosi come gruppo».

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