La protesta
Palmeri, la fuga in Bmw e le intercettazioni: «Faccio ciò che voglio»
Il neofascista ironico su Facebook: «Sono un terrorista» E sul rientro a Lucca: «Devo aspettare la sentenza...»
LUCCA
Arroganza e prudenza. Due facce di una medaglia: quella che ha il volto di Andrea Palmeri, l’ex capo dei Bulldog colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Genova su richiesta della procura distrettuale che lo accusa di associazione per delinquere finalizzata a far arrivare mercenari in Ucraina per combattere a fianco dei filorussi.
La prima versione di Palmeri è quella del suo post su Facebook di mercoledì sera:; «Sì, sono un terrorista lo ammetto». Parole che stanno sopra una galleria di fotografie che lo ritraggono mentre consegna giochi e scatoloni di vari beni di prima necessità ai bambini e alle famiglie dell’Ucraina devastata dalla guerra in corso da anni.
Peccato che - secondo la ricostruzione degli inquirenti - proprio dietro il paravento umanitario si nasconderebbe la vera attività del neofascista lucchese in Ucraina, cioè il reclutamento e l’addestramento di mercenari.
Ma dalle intercettazioni riportate nell’ordinanza di custodia (che presto si trasformerà in un mandato di cattura internazionale) risalta anche una figura attenta a non voler rischiare con la giustizia italiana. A partire dalla fuga rocambolesca nel giugno del 2014 da Lucca all’Ucraina, a bordo della sua Bmw: probabilmente la stessa che fa capolino in una delle foto postate su Facebook. «Qua sono ben voluto da tutti!... ora incomincerò a fare i miei business... guadagno un po’ soldi qua... bene o male c’ho. .. c’ho la possibilità di fare tutto quello che voglio», dice Palmeri al telefono. Mezzo che usava anche per parlare con i propri camerati a Lucca. Che gli chiedevano di un suo possibile ritorno in Italia: «Ancora non so.. ora non posso di sicuro... devo aspettare il risultato del processo... eh oh... per forza... non posso rischià!». Il processo, evidentemente, è quello per associazione per delinquere, la cui condanna a cinque anni e mezzo è stata cancellata per prescrizione davanti alla Corte di Cassazione.
Nell’inchiesta genovese è indagato anche un altro lucchese: si tratta di Francesco Preziuso, 33enne già legato agli ambienti di Bulldog. —
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