Il Tirreno

Lucca

in tribunale 

Arrestato in carcere mentre consegna l’hashish al fratello

LUIGI SPINOSI

LUCCAUn arresto... a chilometro zero. È quello che ha avuto per protagonista una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, ossia il lucchese Clei Satori, 40 anni, residente al campo nomadi di...

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LUCCA

Un arresto... a chilometro zero. È quello che ha avuto per protagonista una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, ossia il lucchese Clei Satori, 40 anni, residente al campo nomadi di Maggiano. L’uomo era già stato protagonista delle cronache. In particolare era uno dei componenti della banda dei furti che, tra il 2015 e il 2016, mise a segno una lunga serie di colpi in abitazioni, banche e uffici postali. Furti, ma anche rapine, come quella ai danni del gioielliere di Nave nel gennaio 2016.

Questa volta a mettere nei guai l’uomo è stata la droga, per la precisione la cessione di 3 grammi di hashish al fratello gemello Cesare. L’aspetto curioso della vicenda (da qui l’arresto a chilometro zero) è rappresentato dal luogo in cui è avvenuto il passaggio dello stupefacente, ossia il carcere San Giorgio di Lucca. Qui infatti, dallo scorso aprile si trova il fratello Cesare, il quale era stato arrestato al termine di una serie di furti tra Massarosa, Viareggio e Pisa (era stato catturato grazie alle telecamere e al localizzatore gps che i militari avevano installato sotto la sua auto e che aveva segnalato la presenza dell’uomo sui luoghi dei furti). Era a lui che il fratello Clai aveva portato dell’hashish, ma la cessione non è passata inosservata agli agenti della polizia penitenziaria, che lo hanno bloccato sequestrando lo stupefacente.

Non è la prima leggerezza che caratterizza il comportamento di Satori: mentre era ai domiciliari per la rapina di Nave aveva violato l’obbligo di non tenere contatti, per tacere degli annunci (tra lo scherzoso, ma non troppo) sui social per cercare complici volenterosi per colpi in appartamento.

E ieri mattina, al tribunale di Lucca, è stato celebrato il processo per direttissima nei suoi confronti (pubblico ministero Elena Leone, giudice Simone Silvestri), con il Satori che ha scelto la formula del rito abbreviato. Alla fine è stato condannato a un anno di carcere. —

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