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Volontari contro la povertà La solidarietà non va in ferie

Nicola Nucci
Volontari contro la povertà La solidarietà non va in ferie

Molte anche nella Piana le famiglie in condizioni di disagio economico Per loro una rete fatta di parrocchie e associazioni per offrire un aiuto 

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CAPANNORI

Sono in aumento gli “invisibili”, persone in condizioni disagiate che si presentano alla mensa dei poveri per trovare un pasto caldo e un po’di umanità. Il 20,6% delle famiglia a Capannori vive al limite della soglia di povertà, percentuale che sale al 21,5% a Porcari e al 29,3% ad Altopascio, secondo la mappatura più aggiornata dell’Istat.

Così diventato di fondamentale importanza le mense sociali. Da anni a Marlia un gruppo di una quarantina di volontari della parrocchia, riuniti in una catena di solidarietà a cui partecipano la Misericordia locale, i donatori di sangue Fratres, la corale e i marciatori, il lunedì e il martedì dalle 18 offre un pasto caldo nella sala del centro giovanile parrocchiale, che accoglie fino ad una cinquantina di commensali. In cucina a turno i volontari, divisi in gruppi, cucinano e distribuiscono i pasti. A questa filiera della solidarietà hanno aderito anche aziende, negozi e la Casa di Riposo di Marlia che offre i pasti avanzati dalla mensa della residenza. Tutti uniti per aiutare i bisognosi. Due pulmini, uno della parrocchia, l’altro in prestito dalla Misericordia, passano a prendere le persone che non possono muoversi autonomamente.

«È un servizio che funziona molto bene – racconta il parroco di Marlia don Agostino Banducci – grazie all’impegno dei volontari (tra cui anche le suore) che sono aumentati in questi anni. Usufruiscono della mensa tra le 25 e 30 persone, a volte anche di più. Inoltre c’è un servizio di accoglienza tutti i giorni per i bambini». E non si tratta solo di dare un pasto, si distribuiscono anche vestiti e abiti usati.

Dal 2016 la mensa sociale, fortemente voluta dal compianto parroco don Miro, è attiva anche nei locali parrocchiali di Segromigno in Monte dove ogni domenica sera distribuisce un pasto ai poveri, con la collaborazione dei donatori di sangue, della Misericordia Santa Gemma e di tanti esercizi commerciali locali. Storica poi la presenza della comunità Sant’Egidio e Vicopelago che si occupa della mensa serale e abbraccia i territori di Lucca e Capannori (anche per le frazioni di Massa Macinaia, San Leonardo in Treponzio e San Ginese).

La crisi ha cambiato la geografia sociale della povertà e alle mense della solidarietà si vedono persone di ogni estrazione sociale e che magari sono finiti sul lastrico dopo avere perso il lavoro. Non più solo gli immigrati, che restano la maggioranza, ma anche tanti italiani che cercano un punto di riferimento e sostentamento per andare avanti. A Massa Macinaia c’è una bottega solidale dove le famiglie in difficoltà economica possono ricevere un sostegno ai bisogni alimentari. “Cinque pani” è il nome del servizio nei locali della parrocchia di Massa Macinaia, promosso da Caritas Diocesana di Lucca, dalla parrocchia e dal centro di ascolto “Filo di Luce” di San Leonardo.

Alla chiesa di Capannori poi ci sono le molte iniziative gestite da don Marcello e il punto raccolta dei vestiti della Caritas. Ad Altopascio i gruppi Caritas preparano e distribuiscono pacchi alimentari per le persone in difficoltà grazie al supermercato Conad e al contributo del Comune di Altopascio e del salone di bellezza di Luca Piattelli. Anche a Porcari la Caritas e i gruppi parrocchiali ritirano generi alimentari nei raccoglitori delle chiese e all’Esselunga, per consegnarli alle famiglie povere. —

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