Sicurezza
Volontari contro la povertà La solidarietà non va in ferie
Molte anche nella Piana le famiglie in condizioni di disagio economico Per loro una rete fatta di parrocchie e associazioni per offrire un aiuto
CAPANNORI
Sono in aumento gli “invisibili”, persone in condizioni disagiate che si presentano alla mensa dei poveri per trovare un pasto caldo e un po’di umanità. Il 20,6% delle famiglia a Capannori vive al limite della soglia di povertà, percentuale che sale al 21,5% a Porcari e al 29,3% ad Altopascio, secondo la mappatura più aggiornata dell’Istat.
Così diventato di fondamentale importanza le mense sociali. Da anni a Marlia un gruppo di una quarantina di volontari della parrocchia, riuniti in una catena di solidarietà a cui partecipano la Misericordia locale, i donatori di sangue Fratres, la corale e i marciatori, il lunedì e il martedì dalle 18 offre un pasto caldo nella sala del centro giovanile parrocchiale, che accoglie fino ad una cinquantina di commensali. In cucina a turno i volontari, divisi in gruppi, cucinano e distribuiscono i pasti. A questa filiera della solidarietà hanno aderito anche aziende, negozi e la Casa di Riposo di Marlia che offre i pasti avanzati dalla mensa della residenza. Tutti uniti per aiutare i bisognosi. Due pulmini, uno della parrocchia, l’altro in prestito dalla Misericordia, passano a prendere le persone che non possono muoversi autonomamente.
«È un servizio che funziona molto bene – racconta il parroco di Marlia don Agostino Banducci – grazie all’impegno dei volontari (tra cui anche le suore) che sono aumentati in questi anni. Usufruiscono della mensa tra le 25 e 30 persone, a volte anche di più. Inoltre c’è un servizio di accoglienza tutti i giorni per i bambini». E non si tratta solo di dare un pasto, si distribuiscono anche vestiti e abiti usati.
Dal 2016 la mensa sociale, fortemente voluta dal compianto parroco don Miro, è attiva anche nei locali parrocchiali di Segromigno in Monte dove ogni domenica sera distribuisce un pasto ai poveri, con la collaborazione dei donatori di sangue, della Misericordia Santa Gemma e di tanti esercizi commerciali locali. Storica poi la presenza della comunità Sant’Egidio e Vicopelago che si occupa della mensa serale e abbraccia i territori di Lucca e Capannori (anche per le frazioni di Massa Macinaia, San Leonardo in Treponzio e San Ginese).
La crisi ha cambiato la geografia sociale della povertà e alle mense della solidarietà si vedono persone di ogni estrazione sociale e che magari sono finiti sul lastrico dopo avere perso il lavoro. Non più solo gli immigrati, che restano la maggioranza, ma anche tanti italiani che cercano un punto di riferimento e sostentamento per andare avanti. A Massa Macinaia c’è una bottega solidale dove le famiglie in difficoltà economica possono ricevere un sostegno ai bisogni alimentari. “Cinque pani” è il nome del servizio nei locali della parrocchia di Massa Macinaia, promosso da Caritas Diocesana di Lucca, dalla parrocchia e dal centro di ascolto “Filo di Luce” di San Leonardo.
Alla chiesa di Capannori poi ci sono le molte iniziative gestite da don Marcello e il punto raccolta dei vestiti della Caritas. Ad Altopascio i gruppi Caritas preparano e distribuiscono pacchi alimentari per le persone in difficoltà grazie al supermercato Conad e al contributo del Comune di Altopascio e del salone di bellezza di Luca Piattelli. Anche a Porcari la Caritas e i gruppi parrocchiali ritirano generi alimentari nei raccoglitori delle chiese e all’Esselunga, per consegnarli alle famiglie povere. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
