Il Tirreno

Lucca

Due mostre, fra Palazzo Ducale e il Carmine, e sette sculture giganti esposte nel centro storico. Il direttore Galigani: «È arte pubblica» 

Cartasia 2018 parla di “caos e silenzio” con 57 opere di artisti giunti da tutto il mondo

BARBARA ANTONI ;
Cartasia 2018 parla di “caos e silenzio” con 57 opere di artisti giunti da tutto il mondo

NUOVI LINGUAGGIBARBARA ANTONICaos e silenzio è il tema dal quale prendono ispirazione le opere (sette monumentali e 50 ospitate nei due spazi espositivi di Palazzo Ducale e Mercato del Carmine) di...

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NUOVI LINGUAGGI

BARBARA ANTONI

Caos e silenzio è il tema dal quale prendono ispirazione le opere (sette monumentali e 50 ospitate nei due spazi espositivi di Palazzo Ducale e Mercato del Carmine) di Cartasia, biennale di arte contemporanea che apre a Lucca il 4 agosto. Tema che poteva sembrare quasi azzardato due anni fa, quando fu deciso dal direttore (e fondatore) della biennale di paper art Emiliano Galigani con il suo staff: invece oggi si rivela quanto mai attuale. «Chiusa un’edizione della biennale, decidiamo subito al tema di quella successiva, che si svolgerà due anni dopo - spiega Galigani -. Due anni fa, era la sovrainformazione che avvertivamo a farci presagire che sarebbe stato il tema giusto».

Intorno a “caos e silenzio” sono nate opere monumentali la cui carica comunicativa è diretta e forte come imponente è la loro stazza. Come “Liminal space”, la scultura gigante dell’adolescente seduta con la testa tra le ginocchia a significare le pressioni a cui a quell’età i giovani vengono sottoposti. O come “Paperman”, l’uomo con la gamba amputata, seduto con lo sguardo intenso, opera dell’artista inglese James Lake. Un autoritratto: a sedici anni una malattia gli causò la perdita di una gamba e dalla depressione che seguì, per lui, la via d’uscita è stata l’arte. Gli artisti autori delle opere monumentali, selezionati attraverso un bando internazionale (vengono infatti da tutto il mondo) vi lavorano da un mese, a Lucca nello spazio della Cavallerizza (come documenta il fotoservizio di Fiorenzo Sernacchioli).

«Senza questa città, Cartasia non sarebbe possibile - aggiunge Galigani -. Lucca è unica al mondo per la sua bellezza e come distretto industriale della carta, che qui si produce dal 1300. Questo evento artistico mette insieme cultura, industria e tradizione col linguaggio contemporaneo, nel tentativo di parlare a tutti,di suscitare un dibattito quale che sia. È arte pubblica: le sculture esposte nelle piazze saranno visibili a tutti e soggette anche agli eventi atmosferici».

Oltre a Palazzo Ducale, per la prima volta il Mercato del Carmine (il suo chiostro) diventerà sede espositiva di Cartasia. «Siamo particolarmente contenti che il Carmine venga utilizzato per Lucca Biennale di paper art. È un luogo della comunità e deve esserle restituito», dice l’assessore alla cultura Stefano Ragghianti. «Abbiamo sostenuto Cartasia dalle origini - aggiunge il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Marcello Bertocchini -. Ormai la manifestazione ha assunto una caratura internazionale e Lucca è molto adatta a manifestazioni del genere. Sono anche molto contento per l’utilizzo del Carmine: ri comincia a riaprirlo, è un fatto positivo in attesa di vederlo rifiorire di più». Soddisfazione anche dal consigliere provinciale Alessandro Profetti, che propone in futuro un’appendice di Cartasia negli edifici delle cartiere dismesse di Villa Basilica».

Intanto nell’ex Cavallerizza proseguono i lavori per sistemare l’area di accesso esterna e poi, annuncia Ragghianti, «stiamo dando corso alle gare per l’arredo interno». —

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