Attenzione
Spaccio al cimitero, condannati in due
PAGANICO. Condannati dal giudice, ma letteralmente uccel di bosco (almeno in aula), i due extracomunitari sorpresi dai carabinieri con sostanza stupefacente pronta per essere ceduta a terzi accanto...
PAGANICO. Condannati dal giudice, ma letteralmente uccel di bosco (almeno in aula), i due extracomunitari sorpresi dai carabinieri con sostanza stupefacente pronta per essere ceduta a terzi accanto al cimitero di Paganico.
Si tratta di Youssef Hassous, 40 anni, marocchino e Reaid Chimeki, 19 anni, tunisino. Un anno e otto mesi per il primo e sedici mesi di reclusione per il secondo con il pubblico ministero Lucia Rugani che aveva chiesto per Youssef due anni di reclusione. Per i due extracomunitari niente benefici di legge e quindi sospensione condizionale della pena. Dovranno essere tradotti in carcere perché, dopo l’arresto dei militari avvenuto la sera del 21 luglio, al termine dell’udienza di convalida vennero rimessi in libertà con il pubblico ministero che nei loro confronti chiese il divieto di dimora nel luogo in cui era stato commesso lo spaccio.
D’altronde, con l’introduzione della legge «svuotacarceri» del 2014 e nel caso di detenzione ai fini di spaccio di modiche quantità di sostanze stupefacenti diventa impossibile applicare la custodia cautelare in carcere.
Il dubbio che ci eravamo posti sul fatto che non si presentassero spontaneamente in udienza per difendersi dalle accuse si è trasformato in certezza. Perché i due immigrati non erano seduti nell’aula dibattimentale.
I carabinieri li avevano pizzicati con una bilancina di precisione e un taglierino tra gli alberi accanto al cimitero di Paganico. Dove, stando all’accusa, non erano addetti alla custodia del camposanto, ma attendevano i clienti.
Nelle loro tasche, nascosti in involucri, vennero rinventui e sequestrati circa 13 grammi di eroina e un’infiorescenza di marijuana nascosta dentro l’auto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
