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Centralina sulla Lima, il nuovo progetto va oggi in Regione

Emanuela Ambrogi

Durissimo il comitato, secondo il quale questa versione è peggiore di quella presentata all’inizio della procedura

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BAGNI

Peggiore del precedente il progetto modificato per la realizzazione sulla Lima di una nuova centralina per la produzione di energia elettrica, in località Cevoli di Casabasciana.

La richiesta di nuova autorizzazione arriva oggi in Regione e i comitati in difesa della Lima insorgono. "D« una parte ci sono le Istituzioni chiamate a tutelare gli interessi dell'intera collettività, dall'altro una società genovese che senza offrire un solo posto di lavoro reclama il diritto di prelevare le acque del torrente che dà il nome alla nostra vallata - scrivono i comitati -. La società Green Factory tenta così la spallata finale e pur di perseguire l'obbiettivo non esita a sconfessare tutto quanto aveva in precedenza asserito. Da un lato infatti premette che in virtù delle notevoli modifiche apportate, il progetto potrà ora dirsi compatibile con l'ambiente e le sue potenzialità turistiche sportive. Dall'altra però subito dopo si affretta a definirle “non sostanziali” per evitare che sia assoggettato, come in effetti dovrebbe, a nuova Valutazione ambientale. Quando mesi addietro sostenevamo che la strada di accesso all'impianto era abusiva, ci minacciavano di denuncia, ora dovendo ammettere che avevamo ragione, chiedono di realizzarne una nuova utilizzando per basamento addirittura le condutture dell'acqua che per l'occasione verrebbero allargate fino a metri 3,60».

Secondo i comitati si avrebbe «così un argine del torrente completamente cementificato e diventato strada. Sostenevamo con l'esperienza di decenni di pratica fluviale, che la briglia che sbarrava il torrente, non solo impediva il passaggio delle canoe e dei gommoni da rafting, ma avrebbe anche reso estremamente pericoloso il tentativo di superarla».

l comitati contestano poi la «genialata degna di Bertoldo», con cui la società proponente «ha aggirato il problema progettando un “porticciolo d'imbarco” a valle, dello sbarramento, dimostrando così l'impercorribilità del tratto a monte e la fondatezza delle nostre affermazioni.La realizzazione di questa penosa infrastruttura totalmente inutile e non richiesta toglierebbe certamente ogni fascino all'imbarco naturale. Un po' come piazzare un montacarichi su di una parete rocciosa, per “aiutare” i free climbers ad arrampicare». A giudizio dei comitati «un'ennesima sbadataggine però ha fatto dimenticare loro che a valle dello sbarramento l'acqua é incanalata nelle condutture e quindi dovrebbero pure munire di ruote le imbarcazioni per muoversi sugli esangui ghiaioni. Un progetto insomma, che ha avuto il primato,certamente non facile, di superare le negatività contenute in quello precedente». —



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