La Provincia e la corsa contro il tempo per smistare i ragazzi del Civitali e Paladini
Presentato il piano per sistemare 915 studenti: 55 giorni per costruire un villaggio prefabbricato nell’area dell’ex ospedale
LUCCA
È tutta una questione di tempi. La Provincia conta di rispettarli, che vorrebbe dire compiere qualcosa di molto simile a un’impresa. Genitori e docenti, invece, restano scettici. Mancano 55 giorni all’inizio dell’anno scolastico e gli studenti del Paladini e Civitali non sanno quale portone dovranno varcare per il primo giorno di lezione dopo le vacanze. E questa, al momento, è l’unica certezza. Ma ne servono altre, e in fretta. Per questo ieri mattina il presidente della Provincia, Luca Menesini, ha voluto un incontro pubblico per spiegare il suo piano d’azione. Ci sono 915 ragazzi da smistare e deve essere trovata quanto prima una soluzione condivisa. La corsa contro il tempo, però, è appena iniziata.
Nel giugno scorso è stata chiusa la scuola del centro storico. La decisione è stata presa dalla Provincia a seguito di alcune verifiche tecniche effettuate sull’immobile settecentesco, ex convento di San Nicolao.
Le indagini diagnostiche effettuate con l’obiettivo di riqualificare e adeguare la scuola sono state condotte dalla Provincia nell’ambito dell’elaborazione di vari progetti di ristrutturazione scolastica per la partecipazione al prossimo bando dei mutui Bei. Tra l’edificio giudicato pericolante di oggi e la struttura a norma del futuro, in seguito ai lavori, ci sono circa tre anni. «Quelli che serviranno per il compimento dei lavori, anche se vorremmo restituire delle porzioni dell’immobile mano a mano che saranno state messe a norma», spiega Menesini in apertura d’incontro. E dalla platea comincia a levarsi un timido brusio.
L’istituto professionale Civitali conta 21 classi e 415 alunni. Il liceo Paladini, invece, ha 25 classi e 510 alunni. Questa è la base di partenza. L’intenzione della Provincia è quella di sistemare i ragazzi e le ragazze del Civitali in 17 aule dell’Itc Carrara, prevalentemente sistemate nel blocco centrale della struttura. Altri quattro spazi, due aule più due laboratori, necessari per lo svolgimento della didattica di alcune materie d’indirizzo, verrebbero creati grazie a una struttura provvisoria, ovvero prefabbricata, sistemata nel campetto da calcio all’esterno del Carrara. E poi c’è il progetto della “cittadella” scolastica nel parcheggio dell’ex ospedale Campo di Marte, di proprietà del Comune. Qui, nel progetto della Provincia, troveranno spazio quattro aule per laboratori, di cui potranno usufruire gli studenti del Civitali. Nella stessa zona la Provincia vuole posizionare 20 aule provvisorie e due laboratori, per i ragazzi del Paladini. Inoltre, verrà utilizzata anche una parte della vecchia palazzina attigua all’ex centro trasfusionale: qui verranno organizzati 2 laboratori a piano terra, mentre al primo piano terra ci saranno gli uffici della segreteria, attualmente, in via provvisoria, all’interno dell’istituto Macchiavelli.
In sostanza, il Comune ha 55 giorni per costruire un villaggio scolastico prefabbricato, riorganizzare gli spazi interni dell’Itc Carrara e quelli della palazzina vicina all’ex centro trasfusionale. In alcuni casi occorrono anche lavori di tinteggiatura, visto che, se il piano andrà in porto, verranno utilizzate anche stanze che ad oggi sono destinate ad archivio di documentazione. «Contiamo di essere pronti per il 17 settembre», dice con fermezza l’architetto Francesca Lazzari, della Provincia. Ma i professori ribattono che per organizzare l’attività hanno bisogno degli spazi almeno dal 26 agosto. Allora Menesini fa sapere che sono già stati avviati i sondaggi con le ditte fornitrici di strutture prefabbricate, mancano solo gli atti da formalizzare per dare il via al bando e quindi individuare la ditta, o le ditte, vincitrice dell’appalto. «E se i tempi si allungassero, sicuramente metteremo i ragazzi in strutture della zona, nel massimo della sicurezza», conclude il presidente della Provincia. Dopo due ore di botta e risposta tra docenti, genitori e istituzioni termina l’incontro. Ma il punto interrogativo sui tempi resta, e fa scuotere la testa a molti all’uscita da Palazzo Ducale. —
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