Sicurezza
Sono giovane e prendo una sbronza: il triste primato della Lucchesia sull’alcol
Il 20% degli adulti viene considerato “bevitore a rischio”. E ci sono casi di dipendenza già durante le scuole medie
LUCCA
C’è un fiume di alcol che ci scorre sotto gli occhi e trascina con sé tante persone che ci stanno accanto e, in particolare, i giovani. Un fiume che non vediamo, ma che i numeri riescono a fotografare. E allora si scopre, ad esempio, che quattro ragazzi lucchesi fra i 14 e i 19 anni su dieci fanno parte della categoria dei bevitori “binge”, cioè di quelli che in brevissimo tempo fanno quattro (per le donne) o cinque (per gli uomini) bevute.
È lo “shottino”, che ci pone al primo posto in questa speciale classifica fra i territori delle vecchie Asl che sono andate a comporre la nuova azienda sanitaria Toscana Nord Ovest, la stessa che ha elaborato la relazione sanitaria 2018 nella quale sono contenuti questi dati. In tutte le tabelle relative all’uso e all’abuso di alcol il territorio dell’ex Asl 2 è al primo posto con valori assai più alti della media regionale. Questo discorso vale per i bevitori “binge” anche più grandi (fino a 69 anni) e per quelli che vengono definiti “forti bevitori”, cioè che nell’ultimo mese hanno consumato in media più di due unità alcoliche al giorno (per intendersi un’unità alcolica corrisponde a 330 ml di birra, 125 ml di vino o 40 ml di superalcolico).
Tutto questo si condensa nell’indicatore dei bevitori a rischio, cioè quelli che sono bigne, oppure sono forti bevitori, oppure bevono fuori pasto (o una combinazione delle tre cosa): nell’Asl di Lucca questo dato arriva al 19,35% delle persone fra i 18 e i 69 anni, contro una media regionale del 16,89%.
Situazione ancora più critica se si considera un dato fornito dalla dottoressa Ellena Pioli, direttrice del Servizio dipendenze di Lucca: «Abbiamo registrato accessi di persone sempre più giovani. Per l’alcol, così come per altre sostanze, abbiamo preso in carico ragazzini di 12-13 anni, che frequentano le scuole medie».
Secondo la dottoressa Pioli in parte i dati brutti dell’ex Asl 2 sono dovuti a una peculiarità territoriale: «Dobbiamo ricordarci - spiega - che la Valle del Serchio è una zona di forti bevitori e già da anni abbiamo progetti specifici». Per la Piana di Lucca, invece, il fenomeno investe soprattutto i giovani con l’abbassamento dell’età media e la “predilezione” per il week end.
Inoltre è frequente l’assunzione, insieme all’alcol, di altre sostanze stupefacenti: «Stiamo assistendo a un aumento dell’utilizzo della cannabis e a un incremento ormai stabile della cocaina e dei suoi derivati, come il crack. Sul mercato locale - spiega ancora la dottoressa Pioli - si trova anche la cannabis sintetica che può provocare gravi danni cerebrali. C’è anche un ritorno dell’eroina che ora viene fumata piuttosto che iniettata in vena. C’è, infine, un aumento degli oppiacei sintetici che vengono prescritti come antidolorifici e che poi possono provocare assuefazione: è un problema molto forte negli Stati Uniti ma che ormai è arrivato anche da noi». —
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