Il Tirreno

Lucca

LADRI SACRILEGHI 

Rubano piante e fiori da tombe e lapidi nel cimitero urbano

LUCCA. Piante e fiori ornamentali spariscono dalle tombe e dalle lapidi del cimitero urbano. A denunciarlo è Alberto Pardini che chiede, specie nelle ore diurne, la presenza di un custode o di...

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LUCCA. Piante e fiori ornamentali spariscono dalle tombe e dalle lapidi del cimitero urbano. A denunciarlo è Alberto Pardini che chiede, specie nelle ore diurne, la presenza di un custode o di telecamere per arginare questo fenomeno odioso: «Di notte il cimitero di S. Anna viene chiuso ermeticamente, ma di giorno chiunque può rubare indisturbato. A me e a mia sorella è capitato due volte nel giro di poco tempo. Ci piace ornare le tombe dei nostri genitori di fiori freschi e veniamo ogni 48 ore ad annaffiare le piante affinché, specie in questa stagione, il caldo non le rovini. Venti giorni fa mia sorella ha acquistato un vaso con una pianta ornamentale di begonia. L’ha sistemata sopra il loculo di babbo e mamma e il giorno dopo, quando è entrata nel camposanto per annacquarla, il portafiori non c’era più. La stessa cosa è capita a me ieri l’altro. Avevo comprato da un fioraio una campanula rossa e l’avevo sistemata in un vaso. Ieri mattina sono andato per annaffiarla e non c’era più. Rubata anche questa. Non è per le 25 euro di spesa, ma per il modo di comportarsi. Si arriva a rubare dei fiori freschi in un luogo sacro. Segno che ormai si è superato ogni limite. Magari gli autori del furto si sono messi poi a rivendere la piantina a un prezzo decisamente inferiore. Ho chiesto in giro ad altri fedeli pensando che il mio fosse un caso limite. Mi sbagliavo. I furti di fiori e piante al cimitero si susseguono a ritmo incessante all’interno del cimitero urbano. Una situazione che non è più tollerabile e che si aggiunge ad una sciatteria e ad una noncuranza dell’ambiente interno al camposanto. D’inverno si formano bozze d’acqua profonde e pericolose, d’estate le erbacce tagliate invece di essere portate si accumulano e creano sporcizia. Non sembra di stare in un luogo di culto, ma in un posto abbandonato. Roba da Terzo mondo. Servono controlli più assidui e un rispetto maggiore da parte di chi entra ed esce da un luogo in cui riposano i nostri padri e i nostri nonni».

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