Sicurezza
La lavanderia dei vip compie cinquant’anni “Bebi” Paoli ha vinto la sua scommessa
LA STORIA LUCCA Da cinquant’anni lava e stira i “panni” di migliaia di persone. Ha affrontato e superato brillantemente la crisi che ha messo in ginocchio parecchi colleghi, grazie alla...
LA STORIA
LUCCA
Da cinquant’anni lava e stira i “panni” di migliaia di persone. Ha affrontato e superato brillantemente la crisi che ha messo in ginocchio parecchi colleghi, grazie alla professionalità dimostrata in mezzo secolo di servizio ai clienti che arrivano da diverse città toscane.
Il più affezionato è senz’altro quello che nel 1968 entrò per primo nel negozio appena aperto e ancora oggi vi porta i capi a lavare, nonostante da tempo si sia trasferito a Firenze. La lavanderia Candida di Pontetetto è un punto di riferimento per molti cittadini, nota per la cura con cui tratta i capi di abbigliamento, la biancheria e i tessuti più delicati che in alcuni casi, per non rischiare di rovinarli, vengono lavati come facevano le nostre nonne.
A mano, nel lavatoio, utilizzando un secchio e saponi naturali per rispettare le fibre di cui sono composti. Per il resto si utilizzano macchinari di ultima generazione, con depuratori non inquinanti e speciali ferri da stiro che garantiscono indumenti e biancheria come nuovi.
Un’avventura iniziata quasi per scommessa mezzo secolo fa, quando Eugenio Paoli, da tutti conosciuto come “Bebi”, decise di mollare il mestiere di sarto che aveva svolto per sedici anni e seguire il consiglio di un amico che già lavorava in una lavanderia.
Confezionare abiti non lo appassionava più. Ormai la gente acquistava pantaloni, vestiti e cappotti già pronti nei negozi che crescevano a vista d’occhio e gli affari non andavano così bene. Voleva provare questa nuova esperienza lavorativa, ma prima doveva imparare il mestiere che, se da un lato lo incuriosiva, dall’altro lo lasciava un po’ perplesso. E se non avesse funzionato?
Per un anno lavorò come dipendente in alcune lavanderie della zona, imparando i segreti del mestiere, finché decise di mettersi in proprio in un fondo poco distante dalla sede attuale, aperta nel 1973. Continuando comunque a cucire per i clienti più fedeli. Gli affari cominciarono subito ad andare bene. “Bebi” aveva trovato la sua strada e a dargli una mano adesso c’era anche la moglie Rosanna e un’aiutante. I due avevano un figlio, Fabrizio, con poca voglia di studiare. Preferiva trascorrere i pomeriggi in negozio piuttosto che sui libri. Poco convinto, dopo la licenza media si iscrisse a ragioneria, ma durò poco. A gennaio già lavorava in lavanderia, della quale nel 1993 assumerà la direzione.
Gli anni sono passati. “Bebi”, che abita nell’appartamento sopra il negozio con la moglie, continua a lavorare con Fabrizio, che non si è sposato e vive a Torino.
La lavanderia procede a gonfie vele e per esaudire le richieste della clientela e di molti alberghi e ville del territorio, sono stati assunti altri dipendenti. La fama di questa piccola ma efficiente azienda familiare ha raggiunto anche personaggi illustri che ne hanno approfittato durante i loro soggiorni lucchesi, come il cantante Mario Biondi, l’attore Roberto Benigni, una principessa araba in vacanza sulle colline di Vorno e il numero uno di Apple Steve Jobs che trascorse un paio di settimane a Lucca poco prima della sua scomparsa. Per celebrare i primi cinquant’anni di attività il 1 luglio la lavanderia Candida ha organizzato una grande festa negli spazi antistanti il negozio, dove si è mangiato e danzato fino a notte tarda insieme ad amici e clienti. —
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