Il Tirreno

Lucca

CRAC PAPERGROUP 

L’unica speranza per i lavoratori è la rapida procedura competitiva

Luca Tronchetti
L’unica speranza per i lavoratori è la rapida procedura competitiva

Intanto va avanti l’affittanza con la Tissue Tech e la produzione prosegue  Il curatore fallimentare ha nominato gli stimatori dei beni mobili e immobili

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LUCCA

Il fallimento era nell’aria da tempo e la proroga di 60 giorni chiesta al giudice delegato dal collegio difensivo non avrebbe retto. Tutto secondo copione, quindi. Sono i numeri a rappresentare più di tante parole il crac della «Papergroup spa», la grande cartotecnica della Lucchesia. Un debito di 72 milioni con 67 di ricavi lordi nel 2017 e più di 30 milioni di debiti con privilegio. Per i giudici, l’attività aziendale era proseguita soltanto grazie al mancato pagamento dei debiti verso lo Stato e verso l’Inps per oltre 24,5 milioni e utilizzando il fondo destinato al pagamento del trattamento di fine rapporto per 1,8 milioni.

Cifre che mettono a serio rischio 147 posti di lavoro con le inevitabili ripercussioni per il tessuto sociale. Per i dipendenti, dopo la firma dei verbali di conciliazione, è stata approvata dal tribunale l’intesa con i sindacati che prevede 24 esuberi su 38 previsti tra ricollocamenti, uscite volontarie e incentivi all’esodo.



Cosa accadrà adesso? L’affittuaria «Tissue Tech» andrà avanti per un periodo transitorio con la procedura di affittanza che, stando agli avvocati Mario Andreucci e Gaetano Anastasio e al commercialista Riccardo Della Santina, non stava determinando un aggravamento del dissesto del bilancio e non aveva alcune alternativa. La «Tissue Tech» ha sessanta giorni di tempo per esercitare una prelazione o una operazione di subentro. Contestualmente alla produzione che prosegue, il curatore fallimentare Franco Della Santa sta lavorando a mettere in atto la procedura competitiva senza preclusione e a cui possono partecipare aziende non solo italiane o europee, ma a livello mondiale. Il curatore ha già nominato stimatori dei beni mobili e immobili di Papergroup spa e, con l’aiuto del giudice delegato Giacomo Licente, troverà un perito che possa dare una valutazione a base d’asta al complesso aziendale con sede amministrativa e centro direzionale a Carraia e stabilimenti a San Gennaro e Coselli. In attesa di una valutazione complessiva del compendio aziendale l’attività produttiva proseguirà con il contratto ponte già in essere.



La richiesta di proroga - presentata dagli avvocati Andreucci, Anastasio e dal commercialista Della Santina - era propedeutica alla possibilità di un intervento di un fondo italiano di investimento che avrebbe avuto tra i suoi azionisti un importante istituto di credito.

Un interessamento - in attesa di poter procedere all’esercizio provvisorio - che necessitava di approfondito studio delle carte prima di presentare una proposta concreta. Ma al giudice delegato e al tribunale, vista la situazione ritenuta già compromessa, non è bastata l’ipotesi suggerita oralmente. Servita adeguata documentazione che è stata depositata.



Gli atti del fallimento sono stati inviati da tempo alla procura della Repubblica.

Sarà il sostituto Aldo Ingangi se vi siano o meno eventuali ipotesi di reati di natura fiscale e finanziaria nei confronti degli amministratori della «Papergroup spa», i cugini Antonio e Daniele Vamberti. —





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