Italia
Droga, risse e una discarica negli edifici della Provincia
Le case in via per Camaiore erano abitate dai sorveglianti idraulici del Serchio Oggi sono rifugio di sbandati e luogo di ritrovo di tossicodipendenti della zona
LUCCA
Una mansione che non esiste più, un balletto di passaggi di proprietà, un condominio esasperato e una grave situazione di degrado. A due passi dalle mura. E se di giorno lo spettacolo indecoroso offre “solo”, si fa per dire, una discarica a cielo aperto e due immobili immersi nella vegetazione selvaggia, di notte la musica cambia.
Ai civici 12 e 44 della via per Camaiore, nei pressi del Foro Boario, inizia un via vai di giovani e adulti. Tutti si dirigono verso la solita abitazione. Dismessa, ma solo sulla carta. Perché i residenti della zona raccontano un’altra storia. «Nell’edificio abita una coppia di sbandati, che attira qui personaggi poco raccomandabili, soprattutto nelle ore notturne».
A parlare è Alessia Pardini, che abita nella palazzina poco distante dai due immobili «che originariamente erano intestati al Demanio dello Stato - dice - per “opere idrauliche di seconda categoria”. Ospitavano i sorveglianti idraulici legati alle opere sul Serchio e un magazzino. Ma a seguito dei vari passaggi di competenza in materia di difesa del suolo, la disponibilità è passata prima al Genio civile di Lucca, poi alla Provincia, che ne detiene ancora oggi la proprietà, nonostante le competenze idrauliche siano ritornate alla Regione».
Pardini prosegue: «Ho passato le giornate attaccata al telefono, ma ogni ente scarica il barile sull’altro».
Accedere all’area ingoiata dall’incuria è semplicissimo: o si scavalca un muretto alto meno di un metro, oppure attraverso una scalinata, aggirando lo spazio verde (oggi coperto di foglie e cartacce) che anticipa i due fabbricati. Quasi interamente oscurata dalla vegetazione, di fronte all’abitazione al civico 44, c’è una capanna. Basta scostare rami e foglie per ritrovarsi di fronte a una discarica a cielo aperto.
Ci sono almeno una decina di sacchi colmi di immondizia di ogni genere, più una serie di contenitori di bibite e rifiuti di plastica. «I due occupanti prima abitavano qui dentro - racconta ancora Alessia Pardini - poi si sono spostati dentro la casa».
Una manciata di scalini, una porta chiusa, un terrazzo nudo. «Il tetto sta crollando, per questo si sono trasferiti ancora, al civico 12», spiega Pardini. L’occupazione delle case avviene attraverso le finestre. E anche l’abitazione in cui attualmente vivono almeno due persone, e lo si evince anche da alcuni vestiti appesi sulla terrazza, abilmente oscurata alla vista dei passanti con del tessuto verde, è stata violata nella stessa maniera.
La porta è chiusa, ma con un salto tutt’altro che pericoloso si accede al terrazzo, e quindi a due finestre e a una porta. Che infatti è semi aperta. E ci sono anche le inferriate anti intrusione. Sia mai che qualche malintenzionato si intrufoli in una casa già occupata.
«L’altra notte da casa mia sentivo voci, poi un litigio. Tutto si stava svolgendo attorno alla casa», va avanti Alessia Pardini, che conclude illustrando uno dei motivi che l’ha spinta a denunciare la situazione.
«A volte, durante il giorno, vede ragazzi minorenni intrufolarsi in quel posto orrendo. Hanno gli zaini, vanno ancora a scuola. Ho assistito a scene che mi hanno turbata, ho paura quando rientro a casa da lavoro. Questa zona deve essere riqualificata e riportata a com’era circa dieci anni fa. Non vogliamo la droga e lo spaccio sotto casa». —
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