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Negozianti esasperati da cattivi odori e sporcizia

Tommaso Silvi
Negozianti esasperati da cattivi odori e sporcizia

La lotta quotidiana contro il degrado dei commercianti di via San Paolino: "I cani fanno i loro i bisogni di fronte alle attività, e la notte accade di peggio"  

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LUCCA «L’altro giorno sono uscita dal negozio e ho discusso con un signore che stava facendo fare i bisogni al suo cane praticamente sulla mia bicicletta. Stessa scena qualche giorno prima, quando il padrone si è fermato in corrispondenza dell’ingresso dell’attività». Via San Paolino. Una mattina come tante. Sorrisi ai turisti, scontrini staccati e saluti nel tradizionale inglese arrangiato. Ma basta poco a spezzare la monotonia. In una parola: degrado. Nello specifico: i bisogni dei cani. E non solo. Un tema che fa scattare sul piede di guerra i commercianti. «Io qui dentro vendo scarpe - continua Cristiana Franchi, di Lolita Milano - e quello che la gente calpesta fuori, finisce dentro il negozio. Quindi sotto le suole delle calzature che si provano i clienti, e di conseguenza anche sugli scaffali. Siamo costretti a pulire le suole delle scarpe esposte quasi quotidianamente».

La scena è sempre la solita. E ci è stata presentata da alcune segnalazioni arrivate sulle scrivanie della redazione, relative al reticolo di strade che comprende via San Paolino, via Burlamacchi e via Galli Tassi. Parole che dalla carta prendono vita quando a illustrare i disagi sono direttamente i negozianti. «Ogni mattina puliamo la soglia con lo spazzolone, in pratica svolgiamo un doppio lavoro», si lamenta Simona Taddeucci, commessa all’interno di Bianchi Romano, negozio di accessori e dispositivi elettrici. «Non è corretto dare la colpa ai cani - prosegue - è l’essere umano che dovrebbe capire cosa è giusto e cosa no». Ed è proprio l’atteggiamento dei padroni che fa infuriare i commercianti. «Sono stata costretta a trovare un metodo per tenere lontani i cani dalla soglia del negozio. Vicino all’entrata spruzzo lo spray per il bagno, sembra che funzioni», dice ancora Cristiana Franchi. Ma al peggio non c’è mai fine. E succede anche che il “bisogno” di un cane rischi di finire sulla merce in vendita. «Poco tempo fa c’è mancato un soffio - racconta Sriari, giovane asiatica che lavora all’interno del negozio Artigianato fiorentino - dato che il padrone ha deciso di fermarsi proprio accanto alle borse. Menomale dei miei colleghi lo hanno visto e hanno fatto in modo che si allontanasse».

Non ci vuole chissà quale intuito per capire che la situazione in via San Paolino e dintorni è piuttosto grave. In via Croce di Malta il manifesto del degrado campeggia sotto forma di numerose macchie sui muri. E qui la sensazione è che i cani c’entrino poco. Sembra a tutti gli effetti opera di qualche birra di troppo consumata di notte, quando nessuno vede e si può scambiare per wc il muro di una chiesa. Quella di San Paolino e San Donato. Che di fronte ha l’edicola di Michela Di Grazia, anche lei esasperata per le continue “sorprese” che trova di fronte alla sua attività. «Non se ne può più davvero. I cani sono un problema, ma non l’unico. La mattina per entrare devo fare lo slalom tra cartacce e bottiglie di birra. Senza contare gli incarti di cibo - racconta la titolare - che lasciano macchie d’olio impossibili da togliere». Quindi, il grido d’aiuto: «Qualcuno ci dia una mano - conclude Di Grazia - perché cosi non si può andare avanti».
 

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