Sicurezza
Chiude i battenti l’Acf Lucchese Femminile
Pesa l’assenza di un campo di gioco. L’ex patron Chiocchetti: «Il club era quasi salvo, saltato tutto poco prima di firmare»
LUCCA . L’Acf Lucchese Femminile non si iscriverà al prossimo campionato di serie C nazionale.
L’assenza di un campo di gioco per disputare le partite casalinghe e il rischio di dover affrontare un girone con tre trasferte in Sardegna, e quindi i relativi costi, attorno ai 10mila euro solo per i viaggi sull’isola, sono alla base dello scioglimento della società.
La decisione del club è stata comunicata alle giocatrici, che quindi ora sono libere di cercare un’altra sistemazione.
«Una sconfitta per lo sport cittadino, che vede svanire un sodalizio storico, nato negli anni Novanta con la denominazione Sant’Alessio, approdato in serie B all’inizio del Duemila col nome di Luccasette e settimo in classifica nell’ultimo campionato di serie B, che in seguito alla recente riforma dei campionati è diventata Serie C». A parlare è Marco Chiocchetti, presidente dell’Acf Lucchese Femminile dal gennaio 2016, dalla data della scomparsa dello storico presidente Carlo Isola.
Oltre agli elevati costi di gestione dell’attività sportiva, una mazzata per il sodalizio rossonero è stata la mancanza del campo di gioco, che fino alla scorsa stagione era quello di Sant’Anna. «Ci è stata revocata la gestione dell’impianto – spiega ancora Chiocchetti – perché il Comune ha contestato l’inserimento di due container, utilizzati come magazzino e di una tensostruttura. Avremmo potuto trovare una soluzione, e invece ci è stato tolto direttamente il terreno su cui giocavamo le partite».
Chiocchetti, negli ultimi mesi, ha fatto di tutto per non far morire la squadra calcio femminile rossonera. «Prima ho incontrato Fabrizio Lucchesi, direttore sportivo della prima squadra maschile della Lucchese, prima che scoppiasse il caso Grassini, e con lui avevo accordato di far passare la nostra società sotto la matricola della Lucchese. Poi – conclude l’ormai ex presidente dell’Acf – negli ultimi giorni, sembrava tutto fatto per la fusione con il Fornacette che inspiegabilmente si è tirato indietro il giorno prima di ratificare l’accordo». E il fantasma della fine del pallone rosa si è tristemente materializzato. —
T.S. .
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