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Reddito di inclusione, si allarga la platea Oltre 700 le domande arrivate in Comune
Con le ultime modifiche sono cadute alcune prerogative legate alla composizione del nucleo familiare e molti più cittadini hanno accesso
LUCCA. Si allarga la platea dei soggetti che hanno accesso al reddito di inclusione, il cosiddetto Rei: oltre 700 le domande arrivate in Comune. Il Rei è stato introdotto dal precedente governo ed è uno strumento mirato a contrastare la povertà ed è una manovra a livello nazionale. Il Rei è entrato in vigore con il decreto 147 del 2017 dal 1°dicembre 2017 ed è tutt'ora attivo. Inoltre, con le ultime modifiche sono cadute alcune prerogative legate alla composizione del nucleo familiare come la presenza in famiglia di almeno un minore, una donna in stato di gravidanza, un disoccupato over 55 o un disabile. Conseguentemente si è allarga la platea dei potenziali beneficiari. A Lucca le domande presentate dal 1° dicembre 2017 al 3 luglio 2018 sono state 792, 396 sono quelle rifiutate mentre 202 sono i controlli positivi effettuati mensilmente. Ma come funziona il Rei? Il progetto si compone di due parti: una carta di pagamento elettronica, di importo mensile massimo di 539,82 euro, variabile in base al reddito e alla composizione del nucleo familiare; e poiun progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa diretto dai Servizi Sociali del Comune di residenza, ma con la collaborazione degli Enti di Terzo Settore (Caritas Diocesana), i Centri Impiego, ASL e la Scuola attivi sul territorio.
Per avere accesso al trattamento occorre essere in possesso di una serie di requisiti-. Caduti quelli familiari restano quelli di natura economica. Vediamoli. Serve innanzi tutto un valore Isee non superiore ad euro 6.000 –un valore dell’Isre (l’indicatore reddituale dell’ISEE diviso la scala di equivalenza, al netto delle maggiorazioni) non superiore ad euro 3.000; un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad euro 20.000; un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti corrente, etc.) non superiore ad una soglia di euro 6.000, accresciuta di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000. —
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