Sicurezza
Lucchese, un’agonia Alle 19 finisce tutto poi c’è solo il fallimento
Ultime ore per fare il ricorso alla Covisoc e salvare la Pantera Ma servono 464mila euro. In città tante voci ma pochi fatti
LUCCA. . E "ci vuole la licenza" diceva Ugolone a Roberto Benigni nel film "Non ci resta che piangere". Un titolo che fotografa la drammatica situazione del club rossonero. Restano meno di 24 ore per non sparire. Forse solo i tifosi più irriducibili continuano a credere nel miracolo rossonero. Se entro le 19 di stasera non sarà presentato il ricorso alla Covisoc contro l'esclusione dal campionato di serie C allegando alla domanda un assegno da 9mila euro e il bonifico con il versamento di 464 mila euro la gloriosa Lucchese dovrà dire addio al calcio che conta. E a quel punto bisognerà ripartire dai Dilettanti come nel 2011. All’epoca ci fu la spinta della bandiera rossonera Bruno Russo e dei tifosi-imprenditori lucchesi, stavolta chissà. L’alternativa è un anno di stop, un anno senza calcio.
Ma restiamo all’oggi e a quella flebile speranza. Solo regolarizzando la posizione con la Covisoc sarà possibile ottenere la licenza nazionale per iscriversi. Ma chi lo presenterà? E anche riuscendo a fare ricorso potrebbe saltare fuori la grana della fideussione. Come anticipato dal Tirreno la società rossonera, insieme ad altri nove club, si è affidata alla Finworld che il presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina, considera a rischio, dopo la decisione del Consiglio di Stato. Poi c’è il “nodo” delle quote della società ancora nelle mani di Lorenzo Grassini mentre Arnaldo Moriconi non intenderebbe ricapitalizzare, anche se continua a portare avanti trattative con due cordate che sarebbero pronte a entrare in società. Senza contare che il direttore generale Fabrizio Lucchesi (ed anche l’ad Gianni Ferruzzi, il tecnico Menichini e il vice D'Urso) sono ancora sotto contratto. In tutto questo marasma, tra voci e speranze, la nave rossonera sta per affondare. L’unica via d’uscita si chiama Moriconi: le presunte cordate interessate alla Lucchese, visto i tempi strettissimi, vogliono che il patron della Sice tiri fuori i soldi necessari a fare iscrivere la società al campionato e poi, una volta ricapitalizzato e iscritta la squadra, si potrebbe iniziare una trattativa, sempre che Grassini ceda le quote. Una corsa contro il tempo con le speranze ridotte a un lumicino. —
N.N. .
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