Il Tirreno

Lucca

Addio alla professoressa Coli la più amata del Vallisneri

Barbara Antoni
Maria Giovanna Tonelli Coli: il brindisi nel giorno in cui finì di insegnare
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Maria Giovanna Tonelli Coli: il brindisi nel giorno in cui finì di insegnare

Maria Giovanna Tonelli ha insegnato per decenni lettere nel liceo cittadino. Tutti la chiamavano col cognome del marito, noto medico e musicologo

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LUCCA. È stata una figura esemplare, mitica quasi, per generazioni di allievi del liceo scientifico Vallisneri la professoressa Maria Giovanna Tonelli, da sposata Coli. Amatissima perché lei i suoi allievi li curava e li seguiva come figli, perché aveva fiducia nei giovani e cercava sempre di trovare il loro lato migliore, di valorizzarli.

La professoressa Coli (la conoscevano tutti col cognome del marito) insegnava lettere, e per la sua preparazione e i suoi interessi culturali, era sicuramente più che una “comune” insegnante.

Il suo cuore ha smesso di battere sabato 14 luglio, estenuato dopo una lunga malattia. Aveva 83 anni, e abitava col marito Remigio Coli, medico e musicologo, autore tra le altre di una biografia su Luigi Boccherini, in centro storico.

Da quando era in pensione, oltre vent’anni, la professoressa di lettere si era dedicata alla sua grande passione, che era lo studio. E a quattro mani con il marito, circa dieci anni fa, aveva scritto e pubblicato un libro - “Dame e cicisbei a Lucca nel tardo Settecento”, edito da Pacini Fazzi: un volume sulla società italiana tardo settecentesca costruito partendo dalla corrispondenza di due giovani donne lucchesi di allora, un carteggio che aveva ricostruito attraverso tante ricerche.

«Ancora oggi, quando incontro qualcuno dei suoi ex allievi, tutti mi raccontano un aneddoto, qualcosa di mia madre - è la figlia Elisabetta Coli, psichiatra - che la ricorda -. Ha insegnato al Vallisneri per tantissimi anni, quasi tutto il suo percorso professionale. Era una persona allegra, simpatica, anticonformista. Aveva studiato lettere antiche all’Università, sapeva anche leggere i geroglifici: quando andavo alle elementari, una volta era venuta a leggerceli a scuola. Mia madre era allegra, vitale, amava tantissimo il suo lavoro. Per lei, lavorare con i ragazzi significava investire sul futuro. A scuola infatti è andata sempre molto volentieri. Non era severa con i suoi studenti: li trattava come figli, li voleva valorizzare. Era amabile. Quanti suoi ex allievi - continua il racconto della figlia - quando li incontro mi dicono di lei che “sembrava una di noi”. La amavano i suoi studenti e vorrei che la ricordassero così come era ai tempi loro».

Andava sempre in bicicletta la professoressa Coli, sfrecciava per le strade di Lucca: un altro tratto che la caratterizzava e che non la faceva passare inosservata.

Da quando era in pensione poi una delle sue mete più frequenti, come racconta sempre la figlia, era l’Archivio di Stato. «Ci si recava spesso - ricorda la dottoressa Coli -. Per lei i documenti dell’archivio erano come i ferri per il chirurgo». Strumenti e fonti indispensabili, che usava con la massima cura e rispetto. «Poi tornava a casa - continua la figlia - e portava le ricerche che aveva fatto e le notizie che aveva trovato al mio babbo».

Per volontà della defunta professoressa, non ci sarà nell’immediato alcuna cerimonia pubblica.

Ma la figlia Elisabetta tiene a comunicare a tutti coloro che la conoscevano, che prossimamente, con molte probabilità «a settembre, vorrei organizzare una commemorazione laica per mamma. Appena sarò sicura della data, sarà mia cura farlo sapere».

Pacini Fazzi: «Indimenticabile la sua gentilezza»

La cultura, lo studio, erano - come detto - la passione della professoressa Coli e del marito, il medico e musicologo Remigio. Per i loro interessi che li avevano portati a pubblicare insieme un volume (il dottor Coli nel 2005 aveva pubblicato anche una biografia di Luigi Boccherini), i coniugi aveva stretto un rapporto di amicizia e stima con la casa editrice Pacini Fazzi.
Oggi, le titolari Maria e Francesca Fazzi «ricordano la gentilezza della professoressa e la sua cultura. La ricordiamo sempre insieme al marito Remigio, musicologo esperto di Boccherini, sempre attenti e amanti della cultura».

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