Il Tirreno

Lucca

L’incarico  

Quiriconi numero due dei medici toscani «Vigili sulla sanità»

Il noto dottore è vicepresidente della federazione degli ordini Tra i propositi un osservatorio per monitorare le criticità

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LUCCA. Un incarico prestigioso per il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Lucca, Umberto Quiriconi, eletto all’unanimità al ruolo di vicepresidente della Ftom (Federazione Toscana degli Ordine dei Medici). Dal 2004, anno in cui è stata costituita la Federazione Regionale (Legge 50 del 28/9/2004), è la prima volta che Lucca sale ai suoi vertici con un ruolo così importante. Ne fanno parte Lorenzo Droandi di Arezzo (presidente); Umberto Quiriconi di Lucca (vicepresidente); Carlo Manfredi di Massa Carrara (segretario) e Teresita Mazzei di Firenze (e tesoriera). Il direttivo rimarrà in carica tre anni

«Il ruolo della Ftom – spiega Quiriconi – è quello di realizzare un coordinamento degli Ordini provinciali della Toscana, finalizzato a una condivisione degli obiettivi da perseguire in ambito sanitario nella nostra Regione, dando maggiore forza alle diverse proposizioni che ci vengono dal territorio. Oggi la Ftom ha sicuramente una nuova veste, meno collaterale alla politica sanitaria regionale, assumendo di fatto, come da Statuto, un ruolo interlocutorio, consultorio e propositivo. La Ftom deve essere l’interlocutore principale della Regione rispetto alle numerose criticità che investono la professione e la Sanità toscana».

Sono molte le questioni con cui la federazione dovrà subito cimentarsi: «Pensiamo alla razionale allocazione delle risorse, all’etica della politica sanitaria, alla valorizzazione delle varie professionalità mediche, alla sicurezza, al dialogo coi cittadini – spiega Quiriconi – La gestione emergenziale del presente e i tagli generalizzati in Sanità hanno messo oggi in ginocchio ogni forma di tutela della salute equa e solidale, mentre la professione medica e tutte le professioni sanitarie sono viste come un costo e come un problema invece che come la soluzione dei problemi. Al fallimento del processo di aziendalizzazione del sistema sanitario e di appiattimento su criteri economicistici, si è spesso risposto con un improprio scarico di responsabilità sulla professione medica. La professione soffre uno svilimento ed un’erosione di competenze, accompagnati da un aumento della burocratizzazione dell'attività medica per compiti che non le appartengono e che tolgono tempo all'ascolto come tempo di cura dei pazienti».

Tra i propositi per il prossimo futuro c’è la creazione di un osservatorio per monitorare situazioni a maggior rischio e individuare i reali bisogni di salute della cittadinanza. «Il nostro impegno – conclude il medico lucchese – sarà quello di proteggere la professione da qualsiasi atto che ne sminuisca il valore intrinseco, con un’attenzione particolare alla formazione dei giovani colleghi ed al problema dell'occupazione, promuovendo inoltre l’appropriatezza a scapito dei tagli alla spesa pubblica. Ci impegneremo nella lotta contro l’abusivismo, rivalutando la figura del medico contro i ‘ciarlatani’ che promettono l’eternità a scapito della salute». —

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